Il presidio
Fotovoltaico, flop dell'impianto Sermas in estate
Marco Pomella
Mancato introiti per 25mila euro. Ma il bilancio alla fine è salvo
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MASSAROSA. Uno stop nella produzione di energia di diversi giorni. Che avrebbe causato, per le casse della Sermas (società al 100% pubblica), una perdita di quasi 20 mila euro. Un disguido tecnico e una sottovalutazione del problema, a quanto pare, o un semplice rodaggio, secondo l'amministrazione e il presidente della società pubblica. Massarosa, da quando si è insediata l'amministrazione Mungai, ha puntato molto sul fotovoltaico, delegando per la progettazione e per la realizzazione la controllata Sermas. E infatti ad inizio luglio, in contemporanea, si sono accesi i motori di tre grandi impianti, due a Piano di Conca, uno nell'ex discarica del Brentino, oltre a quello istallato sul tetto della piscina. Eppure all'inizio qualcosa non è andato per il verso giusto. Per intere giornate infatti i pannelli non hanno prodotto alcun chilowatt di energia, e per di più in piena estate, quando di certo il sole non si fa desiderare. Un mancato incasso stimato in 20-25 mila euro. Colpa del responsabile alla manutenzione, a quanto pare, un dirigente in quota Pd che avrebbe sottovalutato il problema. Anche se il presidente Sermas, Angelo Battaglia, sminuisce l'accaduto. «All'inizio abbiamo avuto una serie di incidenti, normali nell'avvio di un sistema del genere. Ci sono state delle interruzioni nel sistema che trasmette l'energia. E si è guastato un interruttore generale. Il tutto è dovuto alla fretta con cui siamo partiti, visto che si rischiava di perdere il finanziamento pubblico, ma è stata solo una questione di rodaggio». Problemi che però forse potevano essere risolti prima, evitando di rimanere fermi per diversi giorni. Il presidente non conferma questa affermazione, ma dice: «Il 16 agosto sono dovuto intervenire di persona per sistemare un impianto, gli addetti erano in ferie». Inoltre, da allora, la Sermas si è dotata di un sistema di monitoraggio che avvisa il presidente, in tempo reale, della produzione (o della mancata produzione) di ogni singolo impianto direttamente sul suo cellulare. Al di là di questa perdita (o mancato incasso) il fotovoltaico ha prodotto molto più del previsto. «Stiamo per incassare - dice il sindaco Franco Mungai - la prima bolletta da 600 mila euro, 150 mila euro in più di quanto avevamo preventivato». Parte di quella bolletta, ovviamente, andrà a coprire la spesa necessaria per la realizzazione dell'impianto stesso. Il Comune ha intenzione di andare avanti con impianti di produzione di energia pulita. «La prossima mossa - annuncia - sarà mettere pannelli solari su panchine e pensiline dei campi sportivi e all'interno di parcheggi pubblici».
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