Il presidio
Scendono in campo gli europarlamentari
dall'inviato
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I manifestanti e i politici in missione con i balneari incontrano i parlamentari europeri Scriveranno al Presidente del Consiglio, ma le aziende hanno ancora paura
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BRUXELLES. Una lettera per salvare i bagni dalle aste sarà consegnata al nuovo ministro per le politiche comunitarie, Enzo Moavero Milanesi. A scriverla gli europarlamentari italiani che hanno preso in mano la questione. Deborah Serracchiani e Leonardo Domenici del Pd in prima fila, ma l'iniziativa è ovviamente aperta ai colleghi di tutti gli schieramenti. Nella lettera si riepilogherà tutta la storia della direttiva Bolkestein e della possibile messa a gara delle concessioni demaniali - con conseguente terremoto per gli stabilimenti balneari - dal 2016. Il documento, insomma, ha l'obiettivo di porre il tema all'attenzione del Governo fresco d'incarico, sulle cui spalle - salvo stravolgimenti - posa la risoluzione della controversia. Come hanno fatto ben capire anche i funzionari dell'Unione Europea. Quello che fa sperare i concessionari è che se il nuovo Governo, sorretto da un'ampia maggioranza e con un ottimo credito in Europa (il premier Mario Monti è stato a lungo commissario Ue), trova una via d'uscita, questa avrà molte probabilità di non venire bloccata in altri modi. Ma non possono mancare le voci contrarie e le paure. Prima fra tutti, il fatto che ancora oggi il Governo sia sorretto da Pd e Pdl, nei cui confronti i balneari sono ancora dubbiosi perché troppe volte hanno sentito promesse che sono rimaste vuote. E poi la storia dei "poteri forti" (di cui Monti sarebbe espressione) ha fatto colpo anche qui. Ma forse il vero timore è nell'indirizzo chiaro che ha dato l'Europa e che la Serracchiani conferma: «Bisogna chiudere il contenzioso con l'Ue sulla direttiva Servizi - dice l'europarlamentare - approvando in Parlamento l'articolo 11 della legge Comunitaria». Quello che abolisce il rinnovo automatico delle concessioni demaniali, spauracchio della categoria, e che pare prevedere il temuto "indennizzo zero": chi perde la concessione non avrà un euro - o avrà poco. «Una bella trappola - è la replica dei concessionari - ci tolgono tutte le carte di mano e poi ci dicono trattiamo»., M.T.
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