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Versilia

Il dottor Cima: una criticità, dovremmo intervenire con le scuole e con i consultori

In aumento le gravidanze tra le minorenni

Il dottor Giovanni Paolo Cima
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Il dottor Giovanni Paolo Cima

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 VIAREGGIO. A metà classifica, un po' sopra la media regionale. Più precisamente qualcosa meno di 8 casi su mille. Questo il dato degli aborti volontari in Versilia secondo l'indagine condotta dall'Istituto Sant'Anna di Pisa relativa all'attività ospedaliera dello scorso anno.  Guardando ai primi sei mesi del 2011 e alla casistica specifica delle interruzioni volontarie di gravidanza i numeri dell'Asl parlano chiaro: 37 iunterruzioni di gravidanza con il ricorso alla Ru486. Ed è questo tipo di percorso, cioè il ricorso all'interruzione farmacologica della gravidanza, il più complicato in termini di gestione, come spiega il primario di ostetricia e ginecologia del Versilia, il dottor Giovanni Paolo Cima.  «E' la legge che impone il ricovero di queste pazienti in ostetricia - spiega il primario - anche se facciamo in modo che i percorsi delle diverse pazienti, non solo quelle che ricorrono alla Ru486 ma anche nel caso di aborti spontanei, non si incrocino. Chiaramente questi interventi non si fanno in sala parto».  L'analisi del ricorso all'aborto volontario in Versilia presenta per Cima alcune criticità.  «Generalmente diminuiscono le donne italiane che decidono di abortire - afferma - ma la nostra Asl ha purtroppo uno dei tassi più alti di gravidanze nelle minorenni. Un fenomeno rispetto al quale stiamo cercando di intervenire attraverso le scuole e i consultori. Inoltre è in crescita il dato delle donne straniere che decidono di interrompere la gravidanza» V.L.

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