Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

29 giugno, ora anche il ministero parla di strage

29 giugno, ora anche il ministero parla di strage

La lettera del capo dipartimento dei trasporti a Daniele Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei"

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“La mattina del 30 giugno 2009 ero personalmente sui luoghi del disastro: mi colpì la indubitabile innocenza delle vittime, la distruzione dell’intimità delle loro case, l’annullamento della loro volontà di vivere e del desiderio di sperare in un avvenire e di costruirlo”. Amedeo Fumero, capo dipartimento del Ministero dei trasporti, risponde a Daniela Rombi e ai familiari delle vittime del disastro ferroviario di due anni fa a Viareggio.

La lettera del Ministero a Daniela Rombi:



E lo fa con parole che mai prima un’istituzione legata al mondo dei trasporti aveva utilizzato: “Fino ad oggi non ho mai avuto modo di esternare a Lei e a quanti soffrono con Lei, queste mie sensazioni, che erano e sono tuttora vivide. La solidarietà mia e del personale dell’amministrazione, che mi sento qui di rappresentare, è rimasta – forse erroneamente – pudicamente muta, ma non per questo meno profonda. Ora, grazie alla Sua sollecitazione, sento che il pudore può venir meno e La prego di accettare, per sé e per tutti i familiari delle vittime della strage di Viareggio, il nostro senso di comunanza con l’infinita tristezza che Voi avvertite per aver perso, in modo così crudele e doloroso, persone care”.

Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari della strage (ed è la prima volta che un’istituzione nazionale usa questo termine), aveva scritto sollevando il caso dell’ingegnere Riccardo Licciardello, perito del gip ma anche titolare di un contratto – pagato con fondi Rfi - con lo stesso ministero. Nel rispondere dettagliatamente al quesito posto, Funero è netto: “L’insorgenza di un conflitto di interessi per un caso simile ricade esclusivamente nella responsabile consapevolezza dell’incaricato”.

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