«La politica non può essere commissariata»
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Il Centro congressi Principe di Piemonte dove la cena si è svolta Il profilo dei partecipanti ed i commenti di Caprili (SA), Romanini (Pd) e Vassalle (Fli)
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VIAREGGIO. Il tempo dirà gli esiti della cena dei sessantesi. Piombata su un mondo politico che non l'ha digerita, ha visto insieme nomi come: Marcello Lippi, Massimo Rebecchi (stilista), Paolo Vaglio (medico, professore universitario, alla guida del Lions Versilia), Mario Petrini (medico, preside della facoltà di medicina dell'università di Pisa), Cesare Lazzerini (imprenditore immobiliare), Stefano Varia (imprenditore edile), Ennio Bonomo (cantiere Codecasa), Stefano Dinelli e Mirko Lippi (entrambi per l'Esperia calcio), Stefano Luisotti (imprenditore), Vincenzo Lardinelli (balneare), Andrea Biagiotti (ingegnere), Fabio Monaco (notaio), Riccardo Carloni (avvocato), Nicola Lattanzi (Assomarmi), Stefano Maestrelli (dirigente Asl), Alessandro Augier (Versilia Meeting), Alessandro Cerrai (Confesercenti), Piero Bertolani (commerciante), Gianfranco Antognoli (direttore generale di Mps Leasing & Factoring Spa). E molti altri. Sul finire della cena di è fatto vedere anche Mimmo D'Alessandro, imprenditore dello spettacolo. I commenti. Le reazioni non si sono fatte attendere, dato che della cena appena consumata dava notizia ieri mattina il "Tirreno". A cominciare da quella di Eugenio Vassalle, coordinatore comunale dei finiani di Futuro e libertà: «Ma non si è capito che la politica deve ricominciare dal popolo, e non dai soliti poteri forti lobbistici da prima Repubblica? Le risposte la politica le deve trovare per strada in mezzo alla gente». La politica, scrive Chiara Romanini consigliera comunale del Pd, «non può permettersi di essere commissariata. Se il rischio c'è sarà meglio cominciare a darsi una mossa. E vorrei che il mio partito di svegliasse dal torpore ed iniziasse concretamente a creare l'alternativa così da mettersi davvero sul piano reale dell'operatività. Vorrei, insomma, che il Pd smettesse di discutere di quisquiglie formali che nulla hanno a che fare con la poliitca e raccogliesse armi e bagaglio per costruire un piano di lavoro per il futuro della città. Basta con i personalismi di chi non riesce a pensare che a se stesso come unica alternativa. Basta con i giochi interni e le rivalità arruginite. Nel 2008 la città ci ha detto no: non è detto che non capiti anche nel 2013!». «Leggo di una cena tra imprenditori e professionisti», scrive Milizade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno in consiglio: «Aspetto di avere, ove esista, una traccia del lavoro a cui ci si è dedicati prima, durante e, immagino, si ha intenzione di dedicarsi dopo questo incontro. Per ora quello che è uscito è un po' pochino ed anche - per stare in tema con la serata - dallo stantio sapore della solita zuppa: che cosa significa "Cittadella dello sport" a Levante (mica per caso pensate ancora allo Stadio Dei Pini trasformato in albergo, parcheggio e ipermercato?) e in che cosa dovrebbe consistere la ristrutturazione del Centro Congressi? Ma scusate: la crisi del nostro sistema-città non deriva anche dalle scelte fatte sino ad oggi? Di quel meccanismo di sviluppo dell'altro secolo che, tuttavia, non ho sentito criticare con la passione necessaria e che anzi viene riprodotto tale e quale? Trovo, infine, singolare che dalle responsabilità ci si chiami fuori e si scarichi tutto sui malcapitati politici che, magari, si è anche contribuito a far eleggere. E che poi alcuni di coloro che hanno contribuito così fortemente alle scelte di sviluppo urbanistico ed economico di Viareggio, si chiamino fuori, beh è un po' troppo. Proposta: perché non organizzate un Forum pubblico-privato sulla città? Siccome nessuno "nasce imparato", potrebbe servire a tutti».
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