Il Tirreno

Versilia

IL COMMENTO

Quel mercatino serve soltanto a chi lo organizza, non alla città

Corrado Benzio

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 Quel mercatino di Natale non si deve fare. Perché non ha uno senso compiuto, uno scopo vero, non aiuta nessuno, se non chi lo organizza e ci lucra sopra. Troppo facile occupare la parte più bella della città nel periodo canonico degli acquisti. Ma il non senso della manifestazione è figlio delle solite tramette di cui certi assessori sono indiscussi maestri.  Già il fatto che lo organizzi l'assessorato alle tradizioni popolari fa ridere i polli. E che tradizione è il mercatino di Natale a Viareggio? Sicuramente in Trentino, in Alto Adige e in Austria, non ci risulta all'ombra delle Apuane.  In Passeggiata - lo ricordiamo, anche se ci accusano sempre di nostalgia - si andava sotto Natale per le scarpe buone e per il cappotto di qualità. Le palle di Natale si compravano al mercato del Piazzone. Dove invece oggi ci si picchia.  La prossima volta quando si parla di sanità, il sindaco mandi Fantoni. Anche il «Tabarracci» fa parte delle tradizioni viareggine. Idem se si parla dello stadio dei Pini. Anche il calcio fa parte delle nostre tradizioni.  Al di là dei paradossi, c'è una questione vera. Quando sarà possibile che questa amministrazione tenga il punto su una questione? Si è detto - hanno detto - più volte: basta con i brutti mercatini in Passeggiata. E invece si continua a sbracare.  Non a caso Ascom e Confesercenti hanno disertato la riunione. Perché non ne possono più di una «non» gestione del territorio e del commercio.  E le strampalaggini interessate dei Fantoni e dei Pastechi potevano passare sotto silenzio in tempi di vacche grasse (la Confesercenti ha sulla coscienza il mercatino europeo a Città Giardino). Ma ora i commercianti non ce la fanno più. E così anche a Viareggio si invoca, da più parti, un «governo» tecnico.

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