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L'asta fa flop, Buratti si infuria
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Il palazzo dei vigili in vendita: ma l’asta è un flopAncora invenduti i terreni. Il sindaco: c'è chi vuol danneggiare il Comune
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FORTE. Non c'è due senza tre, dice un vecchio proverbio e purtroppo lo spettro dell'invenduto si è di nuovo materializzato sul fronte delle aste comunali: dopo quella di luglio e quella di settembre, anche la tornata programmata per ieri mattina è, infatti, andata deserta e l'Amministrazione comunale ha dovuto prendere atto, suo malgrado, che non c'erano state offerte. Eppure, la buona volontà c'era stata messa tutta, visto che ad esempio l'attuale sede dei vigili era stata addirittura scontata di ben 385mila euro. Il nobile obiettivo di rimpinguare le esanimi casse cittadine al pari di quelle di un po' tutti i comuni è dunque stato fallito.
Le altre volte si sono tirate in ballo, quando la crisi economica internazionale, quando l'attuale momento non favorevole agli investimenti immobiliari e anche altre problematiche di questo tipo. E così, forse si sarebbe fatto anche stavolta se il sindaco in persona non avesse puntato l'indice accusatorio sull'opposizione che alla vigilia aveva manifestato sia in consiglio comunale che sulla stampa la propria contrarietà alla vendita di alcuni lotti, in particolare quello di 4.188 mq situato in via Gente di Mare a Vittoria Apuana e bandito ad un valore di 2.931.600 euro. Un lotto che a dire il vero anche Vivaldo Tonini e Paolo Bacci della segreteria del Pdci cittadino, che pure sono parte dell'Amministrazione Buratti, avevano chiesto formalmente sulla stampa di stralciare dal meccanismo delle aste. «Certo che non ci sono stati acquirenti - tuona Buratti - visto che il regolare svolgimento delle aste è stato turbato. Per questo stiamo valutando se si tratti solo di un comportamento scorretto e finalizzato alla campagna elettorale. Altri decideranno se ciò è reato». «E non è nemmeno la prima volta - prosegue il sindaco del Forte - perché anche in occasione dell'asta dello scorso anno James Popper intervenne a gamba tesa, informando attraverso i giornali, prima del termine, che non erano state presentate offerte».
«Le diffide in consiglio comunale e a mezzo stampa del candidato sindaco del centrodestra - alza il tono Buratti - hanno, al momento, prodotto un danno all'interesse del paese. Popper ha utilizzato tutti i mezzi possibili per scoraggiare gli acquirenti, giungendo ad affermare che coloro che avessero comprato i terreni, prima o poi, se li sarebbero visti espropriare. E'chiaro che questo comportamento, così evidentemente finalizzato al suo interesse, - prosegue Buratti - è del tutto contrario a quello pubblico, volto, invece, a stimolare la competizione e il massimo rialzo del prezzo. Nessuno ha recriminato o si è lamentato delle osservazioni che il consigliere dell'opposizione ha inteso spendere sull'individuazione dei lotti da cedere o sulla scelta degli immobili da acquistare. Il consigliere Popper aveva diritto di criticare la scelta politica di vendere, ma non quello di minacciare, questo no, non lo poteva fare». «Ricordo - insiste il sindaco - che la valorizzare dei beni comunali è uno strumento previsto dalla legge. E questa, purtroppo, sarà la regola per tutti gli enti pubblici territoriali, con buona pace dell'opposizione, che continua ad avere come riferimento il periodo delle "vacche grasse" del passato, quando gli oneri di urbanizzazione piovevano in comune, così come le colate di cemento su Vittoria Apuana.
Certo - conclude Buratti - se avessimo lasciato edificare tutta l'area ex Adams, se avessimo favorito il delirante progetto del centro commerciale all'uscita dell'autostrada, non avremmo oggi alcun problema di liquidità». Difficile dire, a questo punto, se i lotti via via proposti verranno adesso rimessi di nuovo in vendita, oppure se il comune studierà altre forme di finanziamento.
Le altre volte si sono tirate in ballo, quando la crisi economica internazionale, quando l'attuale momento non favorevole agli investimenti immobiliari e anche altre problematiche di questo tipo. E così, forse si sarebbe fatto anche stavolta se il sindaco in persona non avesse puntato l'indice accusatorio sull'opposizione che alla vigilia aveva manifestato sia in consiglio comunale che sulla stampa la propria contrarietà alla vendita di alcuni lotti, in particolare quello di 4.188 mq situato in via Gente di Mare a Vittoria Apuana e bandito ad un valore di 2.931.600 euro. Un lotto che a dire il vero anche Vivaldo Tonini e Paolo Bacci della segreteria del Pdci cittadino, che pure sono parte dell'Amministrazione Buratti, avevano chiesto formalmente sulla stampa di stralciare dal meccanismo delle aste. «Certo che non ci sono stati acquirenti - tuona Buratti - visto che il regolare svolgimento delle aste è stato turbato. Per questo stiamo valutando se si tratti solo di un comportamento scorretto e finalizzato alla campagna elettorale. Altri decideranno se ciò è reato». «E non è nemmeno la prima volta - prosegue il sindaco del Forte - perché anche in occasione dell'asta dello scorso anno James Popper intervenne a gamba tesa, informando attraverso i giornali, prima del termine, che non erano state presentate offerte».
«Le diffide in consiglio comunale e a mezzo stampa del candidato sindaco del centrodestra - alza il tono Buratti - hanno, al momento, prodotto un danno all'interesse del paese. Popper ha utilizzato tutti i mezzi possibili per scoraggiare gli acquirenti, giungendo ad affermare che coloro che avessero comprato i terreni, prima o poi, se li sarebbero visti espropriare. E'chiaro che questo comportamento, così evidentemente finalizzato al suo interesse, - prosegue Buratti - è del tutto contrario a quello pubblico, volto, invece, a stimolare la competizione e il massimo rialzo del prezzo. Nessuno ha recriminato o si è lamentato delle osservazioni che il consigliere dell'opposizione ha inteso spendere sull'individuazione dei lotti da cedere o sulla scelta degli immobili da acquistare. Il consigliere Popper aveva diritto di criticare la scelta politica di vendere, ma non quello di minacciare, questo no, non lo poteva fare». «Ricordo - insiste il sindaco - che la valorizzare dei beni comunali è uno strumento previsto dalla legge. E questa, purtroppo, sarà la regola per tutti gli enti pubblici territoriali, con buona pace dell'opposizione, che continua ad avere come riferimento il periodo delle "vacche grasse" del passato, quando gli oneri di urbanizzazione piovevano in comune, così come le colate di cemento su Vittoria Apuana.
Certo - conclude Buratti - se avessimo lasciato edificare tutta l'area ex Adams, se avessimo favorito il delirante progetto del centro commerciale all'uscita dell'autostrada, non avremmo oggi alcun problema di liquidità». Difficile dire, a questo punto, se i lotti via via proposti verranno adesso rimessi di nuovo in vendita, oppure se il comune studierà altre forme di finanziamento.
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