Il Tirreno

Versilia

Forte, ribellione contro Zucchero

Luca Cinotti
Forte, ribellione contro Zucchero

«Non siamo servi dei ricchi». Il sindaco: è stato ingeneroso

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 FORTE. No, quell'accusa ai fortmarmini proprio non è andata giù. Un po' per i toni («i fortemarmini hanno sempre servito i ricchi»), un po' perché arriva da Zucchero, uno che a Forte ha abitato e ancora è di casa. E così le anticipazioni sull'autobiografia del cantautore hanno sollevato un vero e proprio vespaio.  Uno dei primi a sollevare il dibattito è stato Vivaldo Tonini, del Pdci. Che parla di un giudizio «superficiale e inappropriato» che riguarda «molte persone che hanno torvato e trovano, a Forte, la possibilità di un lavoro: tra queste anche il ragazzo del blues che, per qualche stagione, è stato anche lui un fortemarmino».  Ieri, nei bar, tutti parlavano di quanto scritto nel libro di Zucchero. E il dibattito, in men che non si dica, si è anche spostato su Internet. Mario, ad esempio, spiega di aver letto quanto sostenuto da zucchero e di averlo trovato «offensivo. Ha trattato a pesci in faccia gente con cui ha passato per anni giornate intere».  Si discute anche della cosiddetta "Sugar night": «Siamo rammaricati - scrive Tonini - della considerazione che ebbe verso di lui l'amministrazione Cardini, della quale facevo parte, quando per onorarlo come uomo e come artista dette il suo determinante contributo alla organizzazione della prima Sugar Night».  E - su Facebook - lo stesso Tonini si chiede se sia il caso o non di continuare con questa affermazione (che anche nella sua ultima edizione ha avuto un ottimo successo).  Su questo i fortemarmini sembrano più divisi. Leonardo, ad esempio, sostiene che deve continuare e, anzi, dovrebbe diventare un vero e proprio appuntamento in grande stile.  C'è anche chi, come Nicola, non dò tutti i torti a Zucchero, spiegando che Forte «si trova spesso a fare i conti con ricchi arroganti e non certo con i signori che hanno da sempre vissuto e caratterizzato il paese».  Interpellato, il sindaco Umberto Buratti spiega che prima vuole leggere bene le frasi di Zucchero «compreso il contesto». Ma poi spiega che se queste sono le parole del cantautore «mi ritengo dispiaciuto, perché sarebbe ingeneroso nei confronti di persone, come i fortemarmini, che hanno sempre lavorato».  

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