«C'è ancora molto da fare»
Donatella Francesconi
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Da sinistra: Aldo Cicala, procuratore capo, ed il pm Giuseppe Amodeo Procura al lavoro dopo la fine dell'incidente probatorio
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VIAREGGIO. «C'è ancora molto da fare. E lo faremo». Una settimana dopo la fine dell'incidente probatorio per la strage di Viareggio questa è l'aria che si respira in Procura, negli uffici del Procuratore capo Aldo Cicala. Insieme a Cicala i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, entrambi protagonisti del passaggio conclusivo dell'ultima udienza, quella nella quale esplose la questione del perito del gip pagato da Rete ferroviaria italiana. La sensazione è che la Procura riparta proprio da queste battute finali. «Chiedo la trasmissione del verbale in Procura»: è Amodeo a parlare. «Sì, allora, come previsto dal Codice», risponde ignaro di quanto sta per accadere il gip Simone Silvestri. Ai sensi dell'articolo del codice penale, interviene Giannino con il quale viene contestato il falso in perizia. «Allora, la Procura poi farà quello che vuole del fasciolo di cui io dispongo la trasmissione perché l'incidente probatorio viene dichiarato chiuso»: così le parole finali del giudice Silvestri. Lo strano caso di Licciardello, perito pagato da Rfi, e la perizia di entrambi (Vangi e Licciardello) che ha lasciato perplessi per conclusioni, scarsa scientificità (secondo la Procura), e metodo seguito (lo stesso, tra l'altro, dei periti di Fs): sono questi i due elementi sui quali la Procura si sta concentrando.
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