Il Tirreno

Versilia

Processo Mallegni. «Per via Ficalucci e Comparto 51 rispettate tutte le regole. E nessuna minaccia»

«Cristallini gli affari fatti a Marina»

<b>VIA FICALUCCI.</b> La zona dove poi sono state costruite le villette
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VIA FICALUCCI. La zona dove poi sono state costruite le villette

Terreni nel mirino: la difesa degli imprenditori che hanno acquistato

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 PIETRASANTA. Le operazioni immobiliari a Marina? Trasparenti. Le pressioni, le minacce e le furberie contro chi era d'intralcio? Mai esistite.  «Perché l'amministrazione comunale di quegli anni - è la versione più diffusa tra le difese - non era affatto la cricca di malfattori, capeggiata dall'allora sindaco Massimo Mallegni, che vogliono farci credere gli inquirenti».  Secondo i legali degli imputati, gli affari finiti al centro del processo Mallegni sono stati fatti secondo le regole. Con vantaggio sia per i privati che per il Comune. Ed è proprio sul filone "urbanistico" che si è concentrata maggiormente l'udienza di ieri in tribunale a Lucca. Che ha visto - in sostanza - una strategia simile per tutte le persone coinvolte nel filone. Con una richiesta generale di assoluzione.  «Come Totò e Peppino». Per quanto riguarda la vendita del terreno di proprietà comunale in via Ficalucci, le difese hanno puntato a smontare l'attendibilità della testimonianza fornita dalle famiglie Bazzichi e Bertozzi, confinanti di quel terreno che acquistarono. Girando poi i loro diritti alle società Euro srl e Futura srl.  In particolare l'avvocato Pierpaolo Santini, che difende l'imprenditore Giuseppe Coluccini della Futura - coinvolto nell'affare e accusato di corruzione, falso e truffa con altre 8 persone - ha definito i fratelli Bazzichi come «Totò e Peppino nel ruolo dei due Posalaquaglia (il film è La cambiale, ndr): sostengono di essere stati "messi in mezzo", ma la verità è che riescono a riconoscere le loro stesse firme, e dicono di non aver ricevuto comunicazioni sulla trattativa, o di non ricordarselo. Quando invece la loro stessa parente Monica Da Prato li smentisce».  Se tutti i prezzi dell'affare erano congrui, dice Santini, dove sta la truffa? «Il fatto è - ha continuato - che ci si basa su intercettazioni che valgono come "ciance di ciaccioni": niente più che vanterie. Qualcosa che ci fa capire come Pietrasanta, culla di arte e cultura, sia ancora un paese nell'anima».  «Influenza ideologica». Venendo al caso del comparto 51, cioè l'appezzamento di Focette dove si è reso possibile - grazie a una serie di delibere - l'edificazione di un residence invece che di un albergo, con conseguente guadagno per la Futura della cordata di imprenditori Mallegni (Mario)-Fantechi-Galeotti-Coluccini, ecco come la vede l'avvocato Adriano Martini, che difende il tecnico di Futura Pierluigi Galleni: «Il procedimento è figlio di una scelta portata avanti negli anni dal Comune. Se la creazione del comparto è stata una porcheria, bisogna prendersela con tutti coloro che le diedero il via all'origine». E la presunta pressione del sindaco Mallegni e del dirigente Dante Galli per far approvare quelle delibere? «Tutt'al più è stata un'influenza ideologica». Mentre sulle presunte minacce di esproprio di Galleni a Giorgio Masi, proprietario del terreno la cui presenza impediva il via libera alla costruzione, «l'esproprio, consentito per legge, sarebbe stato doveroso. E invece Galleni chiamava Masi solo per chiedergli le sue intenzioni: un atteggiamento che certo non può destare sospetti».  «Barattini coinvolto per caso». Ma non si è parlato solo di urbanistica. In aula è stata nuovamente affrontato il caso dell'ordinanza di divieto di sosta davanti all'Hotel la Pigna di Marco Mallegni, fratello dell'ex sindaco, emessa - secondo l'accusa - a danno del dirimpettaio albergo La Bitta. In particolare, è stata esaminata dal suo avvocato la posizione del vigile Roberto Barattini, che si recò sul posto per eseguire l'ordinanza del comandante Roberto Buratti. «Per puro caso - ha detto - il servizio fu affidato a Barattini: era di turno. E lui, da pubblico ufficiale, si occupò di rendere esecutivo un provvedimento amministrativo. Ha fatto solo il suo dovere».

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