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La strage di Viareggio

Gatx contro Ferrovie: a bucare la cisterna fu il picchetto

“La sporgenza della zampa di lepre non pare sufficiente a provocare la deformazione iniziale e la penetrazione poi della spessa lamiera della cisterna (12,5 millimetri)”

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“La sporgenza della zampa di lepre non pare sufficiente a provocare la deformazione iniziale e la penetrazione poi della spessa lamiera della cisterna (12,5 millimetri)”. Lo scrivono gli ingegneri Giovanni Bargagli Stoffi, di Ripafratta ed il collega Marco Guazzini, di Montepulciano, entrambi periti di Gatx, la multinazionale statunitense con filiale in Austria proprietaria dei carri merci che trasportavano Gpl la notte del 29 giugno 2009 quando avvenne il disastro ferroviario di Viareggio. Una perizia, quella di Bargagli e Guazzini, che sconfessa quella di Ferrovie (perito Giorgio Diana) e dei periti del gip (Dario Vangi e Riccardo Licciardello). “Il bordo della lacerazione, ma anche della scalfittura – scrivono i periti di Gatx – ha una superficie netta e quindi è stato generato da un ostacolo a spigolo: solo il picchetto ha questa caratteristica. La penetrazione nella cisterna ha profondità progressivamente decrescenti e questo è compatibile con la rotazione subita dal picchetto”.

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