Il Tirreno

Versilia

Disagi. Intervento per prevenire allagamenti

Tombini intasati, cittadini al lavoro per evitare guai

Roy Lepore
<b>DISAGI.</b> Una strada allagata
◗
DISAGI. Una strada allagata

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Tombini occlusi, allagamenti in arrivo. Sono molte le segnalazioni di cittadini che, facendo un giro per la città, notano molti tombini che sono ricoperti da aghi di pino e da carte, e visto che le prime piogge sono ormai in arrivo non sarebbe male provvedere a liberarli per evitare disagi.  In questo caso basterebbe anche la collaborazione dei cittadini stessi, perché se ognuno cercasse di dare una mano liberando i tombini che si trovano di fronte alle proprie abitazioni o attività commerciali, eviterebbe per prima cosa di rischiare di trovarsi l'acqua all'interno dei locali e nello stesso tempo darebbero un consistente aiuto alla "macchina" comunale, viste le difficoiltà in cui sta cercando di far quadrare i conti per realizzare i vari interventi che necessitano in città.  L'esempio di come la città collabora giunge da alcuni residenti della Migliarina che hanno provveduto a liberare i tombini che erano intasati da foglie e carte che si trovavano sopra da mesi.  Per evitare quindi problemi di intasamento questo tipo di interventi andrebbero eseguiti più spesso, ed invece ogni volta che inizia l'inverno e nello stesso tempo arrivano le prime piogge la situazione è sempre la stessa.  Si allagano le strade, ci sono le stesse proteste, ma la gente forse non è ancora "matura" per capire che se attende che certi problemi vengano risolti da altri rischia di dover attendere del tempo quando invece con un pizzico di iniziativa si possono in parte trovare le soluzioni ed evitare situazioni critiche.  D'altro canto, si attendono risposte anche dal Comune per rimediare a possibili situazioni di disagio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera