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Versilia

Lo spauracchio è la Cina Emissari asiatici cercano cantieri da rilevare

dall'inviato Corrado Benzio
Lo spauracchio è la Cina Emissari asiatici cercano cantieri da rilevare

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Il cantiere romano InRizzardi, oberato da 100 milioni di debiti dopo alcune stagioni travagliate, cerca un partner ma ha già rifiutato un'offerta cinese.  E' noto invece che per salvare il gruppo Ferretti (650 milioni di debiti, una enormità di fronte ad un margine operativo lordo di 50 milioni) sta arrivando un cavaliere bianco cinese.

Si tratta dell gruppo asiatico Shantui Heavy Industry che si dice pronto a comprare (a sconto) il debito di Ferretti con le banche.  Un rebus, scrive il Sole 24 Ore, che verrà sciolto nelle prossime settimane. Ma ai bordi del salone di Monaco, chiuso ieri, la parola d'ordine è proprio questa: «arrivano i cinesi» e non solo per comprare barche (magari!) ma per acquisire azienda.  Arrivano i cinesi lo urlavano 40 anni fa i borghesi spaventati dai libretti rossi di Mao. Oggi lo ripetono gli industriali della nautica, con ben altre paure. E forse per questo che le smentite fioccano.  Di sicuro da mesi si parla di finanzieri cinesi che si sono già presentati i Darsena a Viareggoio per sondare i cantieri più in crisi, oppure quelli che hanno margini di espansione ed idee, ma difficoltà di finanziamenti.  Massimo Perotti, ad di Sanlorenzo, ha confermato che dal 2013 costruirà barche in Cina e solo per i cinesi (si attende la firma della partnership con un'azienda asiatica).

Ma lo stesso Perotti, da Monaco, smentisce che ci siano cordate cinesi che puntino all'acquisto di Baglietto e dei Cantieri di Pisa, sotto concordato fallimentare.  E' invece ormai storia che un gruppo cinese ha acquistato dal fallimento il marchio dei Cantieri navali di Lavagna, una di quelle aziende che è stata travolta dalla crisi della nautica esplosa clamorosamente nel 2008.  Ma i cinesi nella nostra Darsena a cosa possono ambire? Le situazioni di difficoltà non mancano e sono note un po' a tutti. Ci sono aziende che stanno per ricorrere alla legge bancaria per mantenere aperta i finanziamenti degli istituti di credito, che in caso contrario non garantiscono più gli affidamenti. Ci sono azienda che hanno difficoltà nel garantire il ricambio generazionale.  Altre, molto solide, che hanno però grande difficoltà a vendere i prodotti già varati.  Proprio Perotti sottolineava come i saloni di settembre, da Cannes a Monaco fino a Genova: «Sembrano nascere sempre sotto un brutta stella». 

L'11 settembre 2001 e l'attacco alle Torri Gemelle arrivò all'apertura di Cannes. «Quest'anno si aprono i saloni dopo un mese - ha ricordato l'ad di Sanlorenzo - di incertezza della manovra economica, mentre l'Italia e l'euro sono sotto l'attacco dei mercati».  In questo clima c'è però chi valuta positivamente l'andamento del mercato.  Il gruppo Perini presente in proprio con due barche (altri velieri li hanno portati i brooker e le società di charter) mostra un discreto ottimismo. E a non a caso al salone era presente lo stesso Fabio Perini insieme all'ingegner Ragnetti.  Nel Principato il gruppo Perini ha portato anche il Galileo, il secondo motoryacht da 55 metri della serie Vitruvius, costruito a Spezia con il brand Picchiotti, il glorioso marchio che ha oltre 400 anni di storia. 

La tranquillità di Perini è legata anche ai due contratti firmati recentemente per due velieri da realizzare in Turchia e rifinire poi a Viareggio.  Altro cantiere viareggino che ha fatto bella mostra di sè a Monaco sono stati i fratelli Rossi. Quello che la rivista Usa Boat International ha definito un'azienda relativamente giovane nel fronte degli yacht (prima si occupava di natanti per il trasporto passeggeri), ha portato all'ombra del casinò il suo Numptia, varato ad inizio estate per Sbarro, il re americano della pizza. Molto ammirato il Numptia, come è stato molto ammirato il Told us so di Benetti.  Tornando ai cinesi, citiamo la copertina di Superyacht business.

A differenza di quanto dicono i nostri cantieri, per la rivista americana i cinesi stanno per invaderci.  «Enter the dragon» è il titolo in copertina. Ed nel servizio si segnala come i cinesi siano produrre barche di alta qualità. Sia per il loro mercato interno che per il resto del mondo. Vedremo se basterà la grande qualità e la eccezionale manualità di noi italiani.

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