Il Tirreno

Versilia

«Avete visto, la colpa non era nostra»

<b>IMPRENDITORI. </b>Sotto, Alessio De Giorgi
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IMPRENDITORI. Sotto, Alessio De Giorgi

Il Consorzio Friendly: il vero guaio è l'assenza di controlli

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 TORRE DEL LAGO. «Il successo senza problemi della serata in Canniccia (dove il popolo della Marina si era trasferito vista la chiusura dei locali, ndr) e il grave episodio a Torre del Lago - dichiarano Alessio De Giorgi e Regina Satariano del Consorzio Friendly Versilia - dimostrano che il problema non è la logistica di Torre del Lago, o la clientela gay e gay friendly, o il senso di "tolleranza" che i locali esprimono, o il mix di "sesso e droga"».  «L'unico vero problema - continuano - è la mancanza assoluta di controlli, prevenzione e repressione che ha caratterizzato questa estate torrelaghese. E, a monte, la scelta inaudita di lasciare questo pezzo di territorio come una terra di nessuno: 60 controlli alle attività economiche legali (con solo due sanzioni amministrative) ed una sola retata alle attività illegali crediamo esprimano perfettamente il senso di quanto è successo questa estate. In prefettura si è scelto di uccidere direttamente il paziente malato di tumore, anziché provare subito a curarlo, prima che la metastasi diventasse troppo ampia».  «A locali chiusi - continuano De Giorgi e Regina - qualcuno questo fine settimana doveva fare una bonifica del territorio che invece nessuno ha pianificato. Anche venerdì sera, come racconta peraltro una giornalista de Il Tirreno, noi abbiamo notato per l'ennesima volta solo una pattuglia a controllare unicamente che il provvedimento di chiusura dei locali fosse stato rispettato, ma nessuno a fare retate e arresti: in fondo, nulla di nuovo di quanto è accaduto questa estate. Questo è un ennesimo e gravissimo errore, di cui hanno pagato le spese i due operatori della televisione versiliese, a cui diamo piena solidarietà».  «Noi chiediamo a gran voce - concludono De Giorgi e Regina - che il sindaco, il presidente della Provincia e quello della Regione vadano quanto prima a Roma per pretendere rinforzi e ripulire da una criminalità così numerosa ed aggressiva quel lembo di territorio prima che occupi altre zone della città, ora che i locali sono definitivamente chiusi. E che, con un provvedimento di urgenza visti gli accadimenti, prefetto e sindaco rivedano subito le ordinanze, per dare un segnale che è stato un gravissimo errore far chiudere i locali: lo Stato non deve mai arrendersi di fronte all'invasione di un territorio da parte della criinalità».  Sullo stesso tono anche l'intervento di Luisella Audero, referente di GayLib della Toscana.  «Furti, minacce, percosse, accoltellamenti - dice l'Audero - poi i provvedimenti: chiusura alle 2 per tutti i locali della Marina e chiusura per 15 giorni per Mamamia e Stupida. E come era facile intuire questi provvedimenti non sono serviti a niente dato che la troupe di Reteversilia è stata aggredita da 8 extracomunitari, tra cui il famigerato Tyson (poi arrestato dopo avergli tolto dallo stomaco un accendino che aveva ingoiato) con tanto di prognosi di una settimana e telecamera distrutta. Un danno di circa 3mila euro e tanta amarezza da parte dei due malcapitati. A Gabriele Altemura e al suo operatore abbiamo espresso la nostra piena solidarietà per uno dei fatti più gravi registrati da maggio ad oggi. E ora - chiediamo - che si intende fare? Se si tappa la bocca anche alla stampa non si tratta più di una faida per il controllo del territorio, ma di intimidazione, violenza, fine della democrazia».

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