Il Tirreno

Versilia

Granaiola accusa anche il prefetto

Manuela Granaiola
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Manuela Granaiola

«Che senso ha scaricare i problemi di ordine pubblico sui locali?»

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 VIAREGGIO Sig.Prefetto, Sig. Sindaco di Viareggio. E' da molto tempo che si segnala a Viareggio un crescente disagio a causa dello stato della sicurezza pubblica.  Così inizia la lettera aperta scritta dalla senatrice Manuela Granaiola al prefetto di Lucca e a Lunardini.  «Episodi di piccola e grande delinquenza si ripetono in varie parti della città; nei luoghi isolati, in periferia, così come in centro e nei pressi dei locali che svolgono la loro funzione pubblica». Continua l'esponente del Pd.  «Episodi diversi per natura e rilevanza ma comunque segnali crescenti e preoccupanti di una comunità che sta perdendo il controllo del proprio territorio. Si tratta di una situazione che colpisce due volte la città: la prima per i suoi abitanti che sono certa, non si abitueranno mai ad una situazione di diffusa insicurezza e la seconda per l'immagine di una città che deve gran parte della sua ricchezza e della sua economia al turismo. Dunque un grave, crescente disagio e un danno doppio: in termini di civiltà e di economia.  Granaiola parla dei vari protocolli come fossero carta straccia (e ha ragione).  «Mi domando che fine abbiano fatto i protocolli siglati a suo tempo per contrastare i fenomeni di ordinaria delinquenza, gli impegni assunti per migliorare l'utilizzo della polizia municipale, il raccordo con le forze dell'ordine e l'installazione di un'adeguata rete dissuasiva di telecamere. Tutti interventi previsti in quei protocolli. Mi domando poi se non fosse il caso di chiamare tutta la città, le associazioni, gli operatori economici a collaborare per dar vita ad un progetto di recupero e riappropriazione degli spazi cittadini. Alcuni esempi (notti bianche, feste, iniziative associative, collaborazione degli operatori, iniziative di informazione, ecc) sono stati attivati con buoni risultati. Sono invece molto perplessa su interventi che di fatto scaricano il problema sulle attività turistiche e ricreative attraverso la riduzione degli orari o la chiusura dei pubblici esercizi. Mi sembra che tali soluzioni, di fatto, rappresentino, oltre che un danno, una vera e propria sconfitta, una specie di ritirata rispetto alla presenza di fenomeni delinquenziali in varie zone della città. Sono convinta che il perno di ogni iniziativa a contrasto della delinquenza sia rappresentato da un'adeguata presenza delle forze istituzionalmente preposte al controllo del territorio. Una maggiore presenza più volte annunciata dalla propaganda governativa ma poi, al momento, mai ancora realizzata. Ritengo, prima che venga definitivamente superata la soglia d'allarme, prima che prendano piede tentazioni irrazionali suggerite dallo sconforto e dalla paura». C.B.

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