Addio ai cinema, Cgil contro Cima: mai dato il nostro ok
Donatella Francesconi
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VIAREGGIO. Tutti d'accordo: via Odeon ed Eolo, cinema storici, dalla Passeggiata. E largo ai negozi tra sala giochi e Burger King: da salotto buono a paese dei balocchi. La Giunta Lunardini dà il via libera al cambio di destinazione d'uso e porta a casa il consenso di albergatori, Confesercenti, Cna, Assoindustriali, Comitato Passeggiata, Cgil Cisl e Uil. Così racconta il verbale firmato dall'assessore Antonio Cima, in data 8 settembre 2011, e allegato alle due delibere.
L'unico dubbio è quello che Cima attribuisce a Graziano Giannessi e Sauro Del Dotto, entrambi in rappresentanza di Ascom: «Pur considerando la situazione di difficoltà del settore - si legge nel verbale - Ascom si riserva il parere definitivo in sede di progettazione e definizione delle varie attività». Passetto indietro che non cambia né condiziona l'esito del provvedimento. Confesercenti, invece, rappresentata dal direttore Alessandro Cerrai - è ancora il verbale dell'assessore Cima - «si rende conto che il problema va risolto e quindi non esprime parere contrario». Per la Cna Stephano Tesi risulta «favorevole». Mentre Roberto Vannozzi, per il Comitato Passeggiata, secondo il verbale ritiene che sia «inevitabile a questo punto accogliere le due richieste». Posizione analoga a quella di Cisl, rappresentata dal segretario provinciale Giovanni Bolognini e Uil con Giovanni Sgrò.
«Informate le categorie economiche ed i sindacati e preso atto dei pareri espressi come risultante da verbale conservato in atti comunali», recitano le due delibere di Giunta, ecco il via libera al cambio di destinazione d'uso per i due ormai ex cinema che si trovano entrambi su area comunale, cioè di tutti. «Ma di cosa stiamo parlando», tuona Paolo Bruni, segretario della Cgil Versilia, furibondo: «Ho incontrato ormai mesi fa l'assessore Antonio Cima che sondò l'opinione della Cgil e annunciò l'avvio di confronto con le organizzazione sindacali per la definizione del progetto complessivo legato all'ipotesi di cambio di destinazione d'uso e chiusura dei cinema. Poi non ho più sentito niente. Per quanto mi riguarda vorrei ricordare come un verbale che chiami in causa più persone, nero su bianco, per essere un'intesa deve essere firmato da tutti coloro che vi compaiono».
Sia alle categorie che ai sindacati - scrive Cima nel documento - «ho fatto presente che una volta prese le relative deliberazioni si tratterà di seguire e trattare con le parti le migliori situazioni anche per quanto riguarda la necessità di assumere personale della zona». Cultura in vendita, dunque, per un pugno di posti da commessi, magari assunti a partita Iva: «Nell'incontro mi dichiarai preoccupato - continua Bruni - per una scelta che andava a sostituire attività culturali con commercio puro. Ma se questo è il modo di fare politica dell'amministrazione Lunardini, allora non eslcudo di fare passi anche per vie legali». Che potrebbero portare ad annullare gli atti dell'amministrazione.
L'unico dubbio è quello che Cima attribuisce a Graziano Giannessi e Sauro Del Dotto, entrambi in rappresentanza di Ascom: «Pur considerando la situazione di difficoltà del settore - si legge nel verbale - Ascom si riserva il parere definitivo in sede di progettazione e definizione delle varie attività». Passetto indietro che non cambia né condiziona l'esito del provvedimento. Confesercenti, invece, rappresentata dal direttore Alessandro Cerrai - è ancora il verbale dell'assessore Cima - «si rende conto che il problema va risolto e quindi non esprime parere contrario». Per la Cna Stephano Tesi risulta «favorevole». Mentre Roberto Vannozzi, per il Comitato Passeggiata, secondo il verbale ritiene che sia «inevitabile a questo punto accogliere le due richieste». Posizione analoga a quella di Cisl, rappresentata dal segretario provinciale Giovanni Bolognini e Uil con Giovanni Sgrò.
«Informate le categorie economiche ed i sindacati e preso atto dei pareri espressi come risultante da verbale conservato in atti comunali», recitano le due delibere di Giunta, ecco il via libera al cambio di destinazione d'uso per i due ormai ex cinema che si trovano entrambi su area comunale, cioè di tutti. «Ma di cosa stiamo parlando», tuona Paolo Bruni, segretario della Cgil Versilia, furibondo: «Ho incontrato ormai mesi fa l'assessore Antonio Cima che sondò l'opinione della Cgil e annunciò l'avvio di confronto con le organizzazione sindacali per la definizione del progetto complessivo legato all'ipotesi di cambio di destinazione d'uso e chiusura dei cinema. Poi non ho più sentito niente. Per quanto mi riguarda vorrei ricordare come un verbale che chiami in causa più persone, nero su bianco, per essere un'intesa deve essere firmato da tutti coloro che vi compaiono».
Sia alle categorie che ai sindacati - scrive Cima nel documento - «ho fatto presente che una volta prese le relative deliberazioni si tratterà di seguire e trattare con le parti le migliori situazioni anche per quanto riguarda la necessità di assumere personale della zona». Cultura in vendita, dunque, per un pugno di posti da commessi, magari assunti a partita Iva: «Nell'incontro mi dichiarai preoccupato - continua Bruni - per una scelta che andava a sostituire attività culturali con commercio puro. Ma se questo è il modo di fare politica dell'amministrazione Lunardini, allora non eslcudo di fare passi anche per vie legali». Che potrebbero portare ad annullare gli atti dell'amministrazione.
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