Il Tirreno

Versilia

Cambio al vertice. Fine di un’epoca per l’associazione dei concessionari di Marina

Francesco Belli lascia i balneari

Luca Centini
Francesco Belli, presidente dei balneari di Pietrasanta
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Francesco Belli, presidente dei balneari di Pietrasanta

Entro ottobre le elezioni per scegliere il nuovo presidente

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 MARINA. Più che un passaggio di testimone sembra proprio la fine di un'epoca.  Francesco Belli lascia dopo anni la guida dell'associazione balneari di Pietrasanta. Non correrà più per la presidenza quando - alla fine del mese - il suo mandato giungerà a scadenza.  Belli saluta l'associazione balneari in una fase delicata, proprio mentre i proprietari degli stabilimenti sono ai ferri corti con l'Unione europea, con i sindacati di categoria e con il governo. E stanno cercando di arrestare - sul filo di lana - l'applicazione della Bolkestein. Ma la scelta, ormai, è stata presa. E già si sta lavorando alla successione.  Domani gli associati pietrasantini si riuniranno in un'assemblea straordinaria, in cui saranno stabilite le modalità di svolgimento delle nuove elezioni. Nuove elezioni che - confidano i balneari - dovrebbero svolgersi a fine settembre o al massimo nel mese di ottobre.  «E' importante muoversi rapidamente - commenta il presidente Francesco Belli - in questa fase non ci possiamo permettere di lasciare l'asssociazione senza guida».  La scelta del nuovo presidente, stando alle indiscrezioni, potrebbe ricadere sul nome di Francesco Verona.  Da tempo Belli ha lavorato per questo passaggio di testimone. «E'il candidato ideale - racconta - una persona capace e stimata da tutti gli associati».  Il compito del nuovo leader dell'associazione non sarà facile, con la Bolkestein che incombe e il blocco degli investimenti che, al momento, sta paralizzando il settore. «Diciamo le cose come stanno - racconta Belli - gli investimenti sono fermi da tempo. Da quando, parecchi anni fa, la Comunità europea ha annunciato la volontà di ricorrere all'evidenza pubblica. All'inizio nessuno ci credeva, ma quando i gestori si sono resi conto dei rischi hanno smesso di spendere».  E - a questo punto - tutto è fermo, in attesa di capire se ci saranno o no le aste tanto temute dai proprietari. «Purtroppo ha prevalso la linea del no alle aste senza se e senza ma, quando un approccio più morbido sarebbe stato utile - spiega - abbiamo rifiutato ben due salvagenti, quello ragionevole della proposta Fitto e, poi, il decreto Tremonti. Il isultato? Si marcia verso l'applicazione integrale della direttiva comunitaria. Un disastro per il settore».  Eppure, nonostante le tante incertezze sul futuro, in estate gli stabilimenti balneari hanno retto il colpo nonostante la crisi. «Non ci possiamo lamentare per come è andata - racconta Belli - chi ha avuto la forza di investire per migliorare la qualità dei servizi è stato premiato. Nonostante la congiuntura negativa i bagni hanno lavorato come lo scorso anno».

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