Il Tirreno

Versilia

«Qui a Fiumetto è già cominciato il letargo»

L.B.
<b>FIUMETTO.</b> La stagione &egrave; ormai chiusa
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FIUMETTO. La stagione è ormai chiusa

Pioggia di chiusure: «Non ci sono clienti per coprire le spese»

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 MARINA. Fiumetto vive di bagliori estivi. Da sempre. Poi, archiviata la stagione «è un piangere. Molti tirano giù la saracinesca e danno l'appuntamento alla primavera successiva. E così diventiamo un posto di passaggio. Decisamente anonimo». Parole amare, quelle di un commerciante di frazione, che fanno da corollario ad un'estate 2011, a tinte contrastanti.  «Il mese di luglio è stato condizionato dal meteo, ma nell'insieme non è andata male. Il nostro è un turismo familiare, dove l'ospite cerca la tranquillità, la passeggiata, la possibilità di godersi l'ambiente che lo circonda. Non c'è molto, ma c'è quel che basta. D'inverno? Diciamo che si va al mare», ironizza Laura Nicoletti, titolare di una merceria.  Entusiasmi smorzati all'Antica Gastronomia. «Il calo rispetto ad un anno fa sembra esserci, ma preferiamo attendere la fine della stagione e poi fare i bilanci. Ad ogni modo, visti i tempi, ci accontentiamo. La stagione invernale? Chiudiamo, perché costretti, visto che non si riescono neanche a pareggiare le spese. Ma è così da sempre: questo è un posto che vive solo d'estate e allora servirebbe, proprio nel periodo estivo, qualche iniziativa ed attenzione in più per valorizzarlo: d'inverno, partiti i turisti, non c'è movimento e diventiamo un luogo di transito».  Ma cosa occorre per rendere meno anonima Fiumetto? Forse ripristinare un punto d'informazioni turistiche - c'era fino ad un anno fa, poi l'amministrazione Lombardi lo ha chiuso per ragioni economiche -, forse ancora una zona pedonale, di passaggio. Sicuramente un calendario generoso di mercatini ed iniziative. «L'estate 2011 si è concentrata, soprattutto nei fine settimana e il tempo, quest'anno, ci ha aiutato. In sostanza non ci possiamo lamentare troppo. Il difficile saranno, come al solito, i mesi a venire: molte attività chiuderanno - spiegano dal chiosco della frazione - e questo non è bene per la nostra realtà. Noi, nonostante tutto, resistiamo e teniamo aperto, anche nelle giornate in cui il movimento è nullo».  Nel frattempo, dopo anni di oblio, tornerà a nuova luce l'ex bar Turandot, locale di riferimento giovanile, per anni, di Fiumetto, così come di recente è stata aperta, lungo il viale Apua, la Bottega, elegante resort gastronomico:qualcosa, dunque, si sta muovendo, ma non basta. «Siamo contenti, soddisfatti: impossibile lamentarsi, quanto meno per quello che ci riguarda, dopo una stagione del genere. Da anni accogliamo le stesse famiglie, i loro figli diventati adulti, le persone di passaggio. Restiamo aperti da mattina - afferma Adria Berelli de la pizzeria Il Nicchio - fino a sera, ma alle 23 chiudiamo. Il movimento notturno, legato ai locali, non ci interessa. Cosa non va a Fiumetto? Per come è strutturata va bene così, anche se non tutti, a mio modesto avviso, hanno la cultura dell'accoglienza e questo ci dovrebbe fare riflettere. Ad ogni modo d'inverno, durante i fine-settimana di tempo buono, Fiumetto è frequentata, anche perché molti vengono dalle città perché hanno casa in zona».  E se dal parco dei giochi per piccoli, che si affaccia sul fosso, ci dicono che la stagione è andata avanti con i soliti alti e bassi, al bar Grimaldi i toni sono meno ottimistici. «Il lavoro è calato. Così come sono calati i servizi per i turisti: perché chiudere uno sportello di informazioni turistiche, quando la gente si rivolge a noi che non siamo in grado di dare i ragguagli necessari? O ancora perché dover pagare 1 euro e 70 centesimi per una corsa di bus da Fiumetto a Tonfano? Per non parlare del parcheggio, trasformato in un'area a pagamento anche in periodi in cui è vuoto e con vigili sempre pronti ad elevare sanzioni in quei pochi spazi a disco orario. Questo non è fare turismo. Poi, con l'inverno, tutto si complica: il nostro bar non chiude, ferie a parte, ma la realtà è che portare avanti un'attività in questa frazione, in certi periodi, è davvero complicato».

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