Il Tirreno

Versilia

Sfiduciato Pieraccini: 7 consiglieri firmano per le sue dimissioni

Claudio Vecoli
<b>POLEMICHE.</b> Il sindaco Lunardini e il presidente Santini
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POLEMICHE. Il sindaco Lunardini e il presidente Santini

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 VIAREGGIO. Chiedono la testa di Renzo Pieraccini, vice presidente di quel consiglio di indirizzo di cui fanno parte. E in calce alla lettera di sfiducia presentata proprio nella seduta in cui era presente anche il sindaco Luca Lunardini ci sono ben sette firme, tre delle quali anche di consiglieri espressi dalla maggioranza. Così, mentre la trattativa sui tagli ai carristi è ancora impantanata in un un vicolo cieco e sul futuro del Carnevale si addensano nubi sempre più minacciose, sulla Fondazione si abbatte l'ennesima bufera. Stavolta tutta interna.  Il pasticcio del manifesto... Il «pretesto» è legato al pasticciaccio della scelta del manifesto ufficiale 2012. Manifesto che prima doveva essere selezionato in base ad un concorso come già avvenuto lo scorso anno (ben 99 i concorrenti, ma nessuno all'altezza stando al giudizio espresso dalla Fondazione Carnevale dopo che la commissione d'esame aveva scelto un proprio vincitore) e che poi è stato invece scelto autonomamente da Palazzo delle Muse affidando l'incarico a Publitalia (l'agenzia pubblicitaria di casa Mediaset). Un atteggiamento che non è piaciuto a gran parte del consiglio di indirizzo - tenuto fuori da questa decisione - che proprio per questo chiede le dimissioni del vicepresidente Renzo Pieraccini. «Una tale decisione - si legge nel documento firmato dai consiglieri d'opposizione Battista Ceragioli, Roberto Veronesi, Paola Francesconi e Sauro Maggini, ma anche da quelli di maggioranza Guido Gemmi, Emanuela Corfini e Iolanda Sarzi - non può non vedere coinvolto il consiglio di indirizzo con ii relativi poteri statutari vista l'importanza e la gravità che il tema del manifesto ha sull'immagine complessiva della manifestazione». Ragion per cui il documento si conclude che una «sfiducia al vice presidente Renzo Pieraccini che è dichiarato decaduto dall'incarico e dall'ufficio con effetto immediato a decorrere dalla data di approvazione del documento (rinviata alla prossima riunione a fine mese, ndr) e comunque sfiduciato ad ogni effetto di legge e di statuto».  ... e delle nomine. Ma il pasticcio del manifesto ufficiale è solo il casus belli che ha portato alla richiesta di sfiducia per Renzo Pieraccini. A seccare gran parte del consiglio di indirizzo è stato il blitz - miseramente fallito - di azzerare le nomine del consiglio di amministrazione e di indirizzo che i vertici di Palazzo delle Muse hanno cercato di far passare il mese scorso, quando sulla base di una normativa niente affatto vincolante il presidente Santini aveva tentato di tagliare il numero dei componenti del «parlamentino» del Carnevale.  Proprio per rimediare a questa «frittata» istituzionale, all'ultima seduta del consiglio di indirizzo è intervenuto anche il sindaco Lunardini in persona che - cospargendosi il capo di cenere - ha dovuto chiedere scusa a tutti i consiglieri di indirizzo, ribadendo che tutti i membri erano regolarmente in carica e che si era trattato di uno spiacevole (quanto imbarazzante) equivoco. «Parole che abbiamo molto apprezzato - spiega Guido Gemmi, uno dei firmatari della mozione di sfiducia a Pieraccini interni alla maggioranza - e che avremmo voluto sentire anche da chi, in qualità di vicepresidente del consiglio di indirizzo, non ci ha affatto tutelati. Anzi. Proprio Renzo Pieraccini ha invece tenuto un atteggiamento di tutt'altro genere». Gemmi rincara poi la dose nei confronti di Pieraccini, «i cui compiti operativi all'interno della Fondazione Carnevale sono in contrasto sia con il suo ruolo di vice presidente che di consigliere comunale».  Gli scenari possibili. Se l'altro ieri la mozione di sfiducia fosse andata in votazione, Pieraccini avrebbe rischiato grosso. L'argomento, però, è stato rinviato alla prossima seduta (probabilmente il 29 settembre, quando dovrà essere discusso anche il bilancio) e dunque è probabile che la diplomazia si metta in moto per cercare di scongiurare crisi interne a Palazzo delle Muse. Attualmente, però, la fronda anti Pieraccini è maggioranza, visto che ai sette firmatari della sfiducia si può ragionevolmente aggiungere anche il nome di Andrea Marsili, membro in quota alla Provincia di Lucca (e dunque legato al centrosinistra). E con otto membri su quindici componenti del consiglio di indirizzo, la sfiducia passerebbe a maggioranza.  Via dunque alla resa dei conti? Difficile dirlo, visto che a Palazzo delle Muse si sono già levate in volo le colombe per cercare di ricucire lo strappo con i tre «frondisti» della maggioranza, ma anche i falchi che chiedono sanzioni esemplari da parte di sindaco e maggioranza per i tre dissidenti. E in quindici giorni tutto può succedere.

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