Il Tirreno

Versilia

La tassa di soggiorno? È in arrivo

Matteo Tuccini
Una vista del lungomare di Marina
◗
Una vista del lungomare di Marina

Comune cauto, ma si spiega: «Senza saremmo costretti a tagliare gli eventi»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. La tassa di soggiorno si farà. Il Comune per ora preferisce mantenere il profilo basso, e per bocca dell'assessore al bilancio Daniela Ferrieri spiega che «nulla è ancora deciso, qualsiasi scelta sarà condivisa con gli albergatori». Ma l'impressione è che si tratti di un'occasione troppo ghiotta per rimpinguare le sempre più asfittiche casse pubbliche. Senza contare che Pietrasanta ha in mano un asso: cari hotel, volete voi mantenere iniziative di prestigio come Anteprime e la festa del Fatto quotidiano, che vi portano un bel po' di giro di clienti? Allora mettetevi al tavolo con l'amministrazione e cominciate a portare proposte concrete per portarle avanti, nonostante i tagli feroci ai Comuni, e senza applicare nuove tasse. Il resto, sembrano dire dal municipio, vien da sé. «È un'ipotesi».«La tassa di soggiorno è un'ipotesi che stiamo valutando - afferma l'assessore Ferrieri - perché non vogliamo rinunciare alle iniziative culturali di ottimo livello che abbiamo messo in campo. Pietrasanta è un Comune che investe molto nel turismo e nella cultura, e per fortuna qualche ritorno c'è stato, basti vedere l'esito della festa del Fatto. Ma questo non significa che si possa continuare a portare avanti tutto allo stesso modo. Quest'anno il sindaco Domenico Lombardi è riuscito a trovare un buon numero di sponsor, e comunque non era ancora arrivata la mazzata di queste settimane sui nostri bilanci». Da ora in poi, fa capire l'assessore, ci saranno molti meno quattrini a disposizione. E la scelta tra dare vita a un festival di qualità o finanziare i servizi sociali, per un'amministrazione di buon senso, non si pone neppure. Di qui la scelta che porterà a introdurre la nuova tassa. 1 euro a stella. Ma a quanto ammonterebbe questa tassa? A giudicare dagli esempi - vedi tabella in pagina - di Comuni turistici che l'hanno introdotta, la scelta può essere varia. L'impressione, comunque, è che ci si muove sull'euro per stella. La tariffa viene applicata a persona per notte (venendo integrata nel prezzo della camera): questo significa, tanto per fare un esempio, che per 3 notti in un hotel a 5 stelle il turista dovrebbe sborsare 15 euro in aggiunta al prezzo attuale. Esistono, tuttavia, alcune limitazioni. Intanto per la durata del soggiorno. A Firenze hanno imposto un limite di 10 notti: oltre queste, non si paga più la tassa. Altri considerano più ragionevole stoppare la tassa a 6 giorni. Ovunque i bambini sotto i 10 anni non pagano, e poi c'è una lunga serie di esenzioni (ad esempio per gli accompagnatori turistici e per le persone che sono costrette a pernottare in un albergo per motivi sanitari). Poi ci sono distinzioni varie, ad esempio a Venezia si fa pagare di più per un hotel vicino piazza S. Marco che per uno sulla terraferma, e si distingue tra bassa e alta stagione. Importante: a pagare non saranno solo gli hotel, ma tutte le strutture ricettive. Non è la tassa di scopo. L'occasione è buona per distinguere tra tassa di soggiorno e tassa di scopo. Si tratta di due cose completamente diverse: la prima la pagano i turisti, la seconda la pagano i cittadini, per la precisione con un'addizionale sull'Imposta comunale sugli immobili.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web