Il presidio
In 4mila per vedere Santoro
Matteo Tuccini
In 4mila affollano il parco della Versiliana per Santoro: solo la metà riesce a vederlo faccia a faccia, nel teatro imbottito oltre ogni limite. Gli altri 2mila sono costretti a guardarlo su uno schermo, come fanno di solito (anzi facevano), e ad ascoltarne la voce calda, da showman consumato.
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Michele Santoro si offende se lo chiamano guru. Lo fa capire anche lui dal palco, quando fa l'elenco degli appellativi dispregiativi che riceve ogni giorno dalla stampa berlusconiana. Eppure la sua gente è tutta lì, ad abbeverarsi alla sua fonte. "Fedeli" chiamati a raccolta via Internet - 27mila i contatti sulla pagina Facebook del conduttore. E ipnotizzati dalla sua arte mediatica. In 4mila affollano il parco della Versiliana per Santoro: solo la metà riesce a vederlo faccia a faccia, nel teatro imbottito oltre ogni limite. Gli altri 2mila sono costretti a guardarlo su uno schermo, come fanno di solito (anzi facevano), e ad ascoltarne la voce calda, da showman consumato. Santoro è la star acclamata, la degna conclusione di una festa, quella del "Fatto quotidiano", che ha sbancato. Il sindaco Domenico Lombardi parla di almeno 10mila presenze in 3 giorni: quasi la metà hanno fatto capolino ieri, sia al mattino - quando il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha dato "buca" per impegni istituzionali - che nel pomeriggio. Una fiumana di persone che ha portato inevitabilmente qualche problema logistico. Qualche arrabbiatura. A partire dalle 14, infatti, si è formata una coda stratosferica - lunga fino all'esterno del parco - per avere le cosiddette "contromarche", magici tesserini che consentivano di godersi la performance di Santoro in diretta. A disposizione ce n'erano 1.500, pari ai posti a sedere all'interno del teatro, e poco dopo le 15 - quando è scattata la consegna - sono esauriti. L'organizzazione ha allargato un po' i cordoni, facendo entrare qualche centinaio di persone in più, ma poi ha dovuto dire stop. E più di uno si è arrabbiato. «Dobbiamo fare una manifestazione per entrare a vedere Santoro?», ha detto, con umorismo incarognito, un uomo che si era sobbarcato diversi chilometri per arrivare a Marina. Ma è difficile non essere d'accordo con gli organizzatori quando spiegano che «arrivare 30' prima dello show e non trovare posto non è uno scandalo. Senza contare che la Versiliana non è uno stadio». A disposizione sono stati messi all'esterno due maxischermi con sedie, che hanno comunque tenuto a bada la fame del pubblico. Il popolo del "Fatto". In effetti, tenuto conto che di un parco si tratta, la sede della kermesse ha retto bene un assalto che sin dalle prime ore del mattino ha sorpreso tutti. Il nome di De Magistris sembrava una calamita irresistibile, e quando dal microfono è stato annunciato il suo forfait sembrava che metà programma fosse andato a farsi benedire. Invece, il pubblico ha continuato ad applaudire, soprattutto il segretario della Fiom-Cgil Maurizio Landini, il cui radicalismo piace assai al popolo del "Fatto". Un popolo che si alimenta del malcontento anti-Berlusconi (ma anche anti-Pd), e che, parola di alcune ragazze al lavoro agli stand, «è molto più caldo e numeroso del previsto». Tanto da aver sorpreso, forse, i loro stessi beniamini. ALTRO SERVIZIO A PAG.2
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