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Versilia

«Contro lo sgombero andremo in tribunale»

La festa in via Matteotti; a lato, lo striscione alle finestre ed il retro della casa-famiglia
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La festa in via Matteotti; a lato, lo striscione alle finestre ed il retro della casa-famiglia

Festa in via Matteotti per la piccola comunità marocchina sotto sfratto

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 VIAREGGIO. Non escludono di passare alle vie legali i residenti nella struttura, ex distretto sanitario, di via Matteotti. Che hanno tempo fino al 20 settembre per sgomberare la struttura, come intimato dall'amministrazione Lunardini. E non hanno un altro posto dove vivere.  Ieri mattina gli ospiti della struttura comunale hanno organizzato una piccola festa in strada, offrendo ottimo tè e dolci marocchini a chiunque si trovasse a passare. "Via Matteotti è in centro città", recitava lo striscione appeso alle finestre.  La storia di questa piccola comunità sotto sfratto, tutti lavoratori e tutti regolari, è il segno della mancanza di comunicazione tra l'amministrazione comunale, da mesi senza assessore al sociale nonostante lo stipendio che Vittorio Fantoni ancora percepisce, e la città. Da un giorno all'altro da realtà autogestita, così raccontano le carte del Comune degli ultimi anni, si è passati a indesiderati in quanto ostacolo verso la vendita dell'edificio. Eppure - i residenti mostrano tutti i documenti conservati - il Comune di Viareggio si era impegnato per scritto a trovare altre soluzioni abitative per il gruppo di stranieri ospitato (fino a tutto il 2008 hanno pagato un affito simbolico, poi l'amministrazione non ha più riscosso) una volta che si fosse arrivati al rilascio dell'immobile.  Una sola richiesta arriva dalla piccola comunità: «Il Comune trovi tre appartamenti nei quali si possa pagare un affitto equo e si faccia da garante per il gruppo di lavoratori».  Ma non è solo il problema di avere un tetto sulla testa a mobilitare il gruppo di immigrati, intorno ai quali ieri si sono stretti cittadini, associazioni, esponenti della Federazione della sinistra e del Partito democratico. La Asl - raccontano - ha messo nero su bianco che l'immobile è inagibile: «Sui giornali - spiega Assan, giovane elettricista - è stato scritto di tutto, anche sulle condizioni igieniche in cui viviamo. Ritengo che siamo stati offesi nella nostra dignità. E non escludo che difendermi per vie legali».  Questa mattina Isaliana Lazzerini, capogruppo del gruppo misto ed esponente della Federazione della sinistra, chiederà un incontro urgente al Prefetto, affinché «sia tutelato il diritto di questi lavoratori ad avere un tetto sulla testa».  Anche considerando - è stato sottolineato ieri mattina - lo stato in cui si trova l'immobile adiacente che ospita i minori della casa famiglia della Misericordia: visto da dietro lo stabile è fortemente malmesso, almeno all'esterno. Sicuramente più dell'immobile che ospita il gruppo di immigrati. D.F.

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