Il Tirreno

Versilia

Estate a Lido, le pagelle degli albergatori

Gabriele Buffoni
<b>TURISMO.</b> La spiaggia e la Passeggiata di Lido di Camaiore: anche quest&#146;anno malgrado la crisi tante presenze sulla costa
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TURISMO. La spiaggia e la Passeggiata di Lido di Camaiore: anche quest’anno malgrado la crisi tante presenze sulla costa

C'è chi ha fatto il pieno: «Gli investimenti fatti ora stanno pagando bene»

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 LIDO. È giunto infine anche per gli albergatori il momento di valutare i propri bilanci e stendere la pagella di quest'estate 2011, che non sempre risulta positiva: come già accaduto per bar e gelaterie, anche in campo alberghiero chi esercita sul lungomare la promuove a pieni voti; chi invece si trova nell'interno, anche se di poco, la boccia senza pensarci su due volte. Tutti però riconoscono che un calo c'è stato, e sanno anche di chi è la colpa: la crisi.  Tra le valutazioni negative risalta in particolare quella dell'hotel Giusy, in via Astoria. Il signor Bartalini, il proprietario, non esita un istante a sancire il suo giudizio: «Un voto a questa stagione? Io le do uno 0 spaccato. Già l'anno scorso si notava un peggioramento della situazione, ma quest'anno abbiamo toccato il fondo: l'hotel, pur essendo in una posizione tutt'altro che brutta, non ha registrato soggiorni superiori ai due giorni. La gente viene qui nei week-end, o solo sporadicamente, e perciò siamo in perdita: noi siamo arrivati addirittura ad offrire camere per una sola notte, cosa che mai mi ero trovato costretto a fare in passato». Questa crisi nera dell'attività sarebbe causata, a detta sempre del proprietario, anche dal fatto che i turisti in visita in Versilia si rivolgono sempre di più alle agenzie: in questo modo infatti l'hotel va a perdere l'ammontare del 15% del normale soggiorno che deve essere sommato anche alle altre varie spese e tasse che il signor Bartalini deve pagare per mantenere lo stabile. Il guadagno effettivo così è veramente esiguo. «Ho già chiuso la cucina - prosegue - e non riesco lo stesso ad andare avanti. Presto penso che dovrò chiudere e vendere tutto, come già altri sono stati costretti a fare quest'anno: il mio giudizio perciò è il più negativo possibile».  Non tutti comunque vedono la situazione così nera, anche se non riescono ad essere pienamente soddisfatti. Roberto Bergamini, direttore dell'hotel Versilia in via Dante Alighieri, non se la sente di scendere sotto il 6: «Un sei scarso però: la crisi si sente ed è un boccone amaro da digerire. Siamo stati costretti, e questo già qualche anno fa, ad abbassare i prezzi per renderli accessibili ad una vasta clientela, e non li abbiamo mai più aumentati. Mancano ancora tuttavia i turisti che si fermano a lungo, mentre ci dobbiamo accontentare del turismo da finesettimana, che è piuttosto sporadico e poco redditizio: noi come hotel registriamo un calo di circa il 20% rispetto allo scorso anno, ma per il momento riusciamo a tenere la situazione sotto controllo e ad incassare il colpo». Quale allora la possibile soluzione? «Una soluzione a livello locale è veramente difficile da trovare: il comune non sta con le mani in mano e fa quello che può: magari sarebbe gradito qualche evento in più che movimenti la vita notturna, perché anche nelle discoteche, unica vera attrazione del dopocena qui da noi, non è che quest'anno abbiano fatto i soliti pienoni. Il modo per risolvere la questione però secondo me non è nemmeno questo. La verità è che dovrebbero abbassare il prezzo di benzina ed autostrade, perché così uccidono il turismo italiano: se già si deve spendere molto per venire con l'auto in Versilia, figuriamoci se si trovano in questo periodo i soldi per mantenere una camera di albergo per più di due giorni. A quel punto si va in agenzia e ci vengono offerte vacanze in Spagna o in posti esotici a prezzi veramente stracciati». Dello stesso avviso anche Francesco Lucarini, proprietario dell'hotel Maita, che però punterebbe ad incentivare la "movida" versiliese: «Bisognerebbe che il comune lasciasse molto più liberi i giovani di divertirsi, senza troppe costrizioni. L'età media della clientela che registriamo è parecchio alta, e la cosa certo non ci giova: è necessario promuovere molti più eventi nel corso dell'estate, non solo ad agosto, volti ad un pubblico che li sappia apprezzare. Le discoteche da sole ormai non attirano più le grandi masse. Il voto all'estate 2011: io le do 7, perché la crisi c'è, è vero, ma se ci si impegna si lavora ugualmente bene».  Un bel 7 abbondante anche da parte di Claudio Carrai dell'hotel residence Villa Jolanda in viale Pistelli, che dichiara: «Quest'anno non ci è andata di certo male, e questo soprattutto grazie al tempo, che ha retto per tutta la stagione. Su di noi questo fattore ha inciso in maniera cruciale perché ci affacciamo praticamente sul mare e la maggior parte della nostra clientela fa parte del così detto "turismo balneare". La flessione di cui molti si lamentano c'è stata, ma soprattutto riguardo il turismo di passaggio: noi non abbiamo perso i nostri clienti abituali, ed abbiamo ricevuto anche un notevole numero di prenotazioni last minute, che ormai sono diventate le più comuni visto che su internet è possibile ricevere le notizie atmosferiche in tempo reale dando così la possibilità di prenotare all'ultimo quando si è sicuri del bel tempo. Proposte per migliorare la situazione turistica? Forse, pur comprendendo gli esigui budget del comune, sarebbe bene tentare di dare maggiori certezze ai gestori dei bagni: come dicevo il nostro lavoro si basa sulla qualità dei loro stabilimenti, e con questo discorso delle aste nessuno ha più voglia di investire in qualcosa che poi gli verrà tolta. Si dovrebbe trovare il modo di fornire delle garanzie ai balneari, così da incentivare questa sinergia fra loro e noi albergatori che può essere veramente utile e far del bene al nostro territorio in questo periodo di crisi».  Ancora più entusiasta del collega è Roberta Palmerini, proprietaria dell'hotel Sirio in via Italica, che ha le idee molto chiare in materia di innovazioni: «Promuovo questa stagione con il 9, visto che per me è risultata migliore rispetto agli anni passati. So che molti sono disperati per questa crisi del turismo, ma non tutti hanno ragione: la verità è che è nostro dovere innovare e garantire una sempre maggiore qualità dei servizi che andiamo ad offrire per essere concorrenti su piazza, altrimenti finiamo per peggiorare le cose. La maggior parte di chi protesta infatti è proprietario di strutture fatiscenti e decrepite che il turista che prenota su internet sceglierebbe solo se trovasse completo da tutti gli altri che offrono camere piene di comfort e servizi ad alta tecnologia: in questo periodo in cui non si riscontra questo pienone, è più che normale che non registrino la presenza di nessuno. A mio avviso- continua- non dovrebbero piangersi addosso ma armarsi di coraggio e decidere: investire nell'attività e rinnovare la struttura o chiudere e dedicarsi ad altro. In questo modo infatti vanno anche a discapito dell'immagine della Versilia e di Lido, che invece si sta impegnando per diventare il cuore del turismo della nostra riviera. Il connubio fra gli investimenti del comune e dei privati sta per l'appunto dando i suoi frutti, e il Consorzio di Promozione Turistica di Camaiore è l'unico ufficio informazioni veramente funzionante ed utile in zona: un'ottima iniziativa, anche meglio dell'Apt».  Anche Maurizio Lavetti, direttore dell'hotel Una Versilia, si schiera con i soddisfatti e afferma: «Non do un voto, perché mi sembra limitativo, ma sicuramente è positivo al 100%. Abbiamo come tutti gli anni confermato standard ottimi, praticamente con tutte le camere piene ogni giorno. L'unica cosa rilevante è stato un calo della clientela italiana a favore di quella straniera, in particolare tedesca, inglese e svizzera: si tratta di turisti infatti che prenotano con largo anticipo». Gabriele Buffoni

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