Il Tirreno

Versilia

«Versiliana, ma che film ha visto Simoni?»

Luca Basile

Nicolai replica alle accuse: «Ha lasciato debiti per 741mila euro»

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 MARINA. «Che film ha visto Massimiliano Simoni?». I Festival del Pucciniano e della Versiliana, i crediti inesigibili e le perdite di bilancio, lo statuto modificato, i controlli della Prefettura, gli spettatori effettivi dello spettacolo di Gigi Proietti ed una tessera di troppo, quella del Pdl. Manrico Nicolai, presidente della Fondazione Versiliana, replica alle missive del suo predecessore Simoni con toni fra l'ironico e lo sferzante. «Ma figuriamoci se, come sostiene Simoni, qualcuno mi ha chiesto, o io stesso mi sarei dichiarato disponibile di prendere la tessera del Pdl, pur di restare nel 2008 alla guida del Pucciniano. Un film che ha visto solo Simoni. Bruno Ermolli - braccio destro di Silvio Berlusconi, ndr - e l'ex ministro Sandro Bondi chiesero al sindaco Luca Lunardini di farmi terminare il rapporto solo per questioni di gradevolezza politica: ma quali tessere o compiacimenti vari. Una boutade, quella di Simoni, inaccettabile ed offensiva, visto il mio pensiero politico», certifica Nicolai.  Corte dei Conti. «È vero, la Corte dei Conti, che non è la Procura e non infligge condanne penali, mi ha chiamato a pagare un indennizzo per una querelle legata ad un incarico da me assegnato ai tempi del Pucciniano. Sentenza per la quale, ho fatto ricorso, quindi aspetterei a dare giudizi definitivi. Detto questo ho lavorato, ieri, come oggi, nell'interesse dell'ente che ero e sono chiamato a gestire», spiega Nicolai.  Bilancio. «Simoni dice che con la sua gestione i crediti vantati superavano gli 810 mila euro e che quindi non esiste nessuna perdita di bilancio? È questo il punto: Simoni non conosce la materia, non arriva proprio a capire. Premesso che i crediti, vantati dalla Fondazione nel 2010, erano addirittura di più, circa 1 milione e mezzo di euro, sempre Simoni non può non sapere che fra differenza di proventi ottenuti e le maggiori spese lo sbilancio finale resta di 741 mila euro. Ci sono crediti oramai inesigibili, lo dico da un anno e solo Simoni sembra non volersene rendere conto. Senza dimenticare che anche con le banche c'è un mutuo pari a 400 mila euro e che il fondo di dotazione era venuto meno: tutti presupposti tali da mettere in dubbio il domani della Fondazione Versiliana. Grazie alla lungimiranza dei soci - Bcc e Comune - è stato ricomposto il Fondo di dotazione e avviato un piano, pluriennale, di risanamento e rilancio. Questi sono i fatti - continua Nicolai - così come è un fatto che con il mese di settembre, grazie ad una recuperata liquidità, pagheremo tutti i nostri creditori».  Statuto. «Il consiglio della Fondazione ha modificato lo statuto, istituendo anche la figura del direttore generale: modifiche che sono prima passate in sede di commissione comunale e che oggi sono al vaglio della Prefettura. Simoni sbaglia in modo clamoroso, perché non conosce la materia, quando dice che doveva esserci un passaggio in consiglio comunale. Siamo più che tranquilli sull'argomento».  Proietti. «Per lo spettacolo di Gigi Proietti, ottimizzando gli spazi a disposizione, mi sono preso la responsabilità di portare la capienza del teatro da 1300 a 1500 spettatori, dopo avere verificato che c'erano tutte le condizioni di sicurezza. Non ho chiesto nessun tipo di deroga perché talvolta bisogna assumersi certi oneri. Oneri evidentemente assunti in passato anche da Simoni visto che per Brignano, gli spettatori furono, ad esempio, 1534 e per De Andrè 1519. Il problema è che loro erano generosi con gli omaggi, noi no».  Ferrari. «Dopo 10 anni di presidenza, da Simoni mi sarei aspettato critiche e suggerimenti, non tanto inutile veleno. Il sottoscritto, però, pensa al bene della Fondazione, che deve ragionare da impresa - aggiunge Nicolai e programmare un futuro importante dialogando con tutti, a prescindere dal colore politico. Sempre Simoni dice che ci ha lasciato una Ferrari con la benzina dentro e che quella benzina qualcuno l'ha succhiata? Bene, vorrà dire che questa volta faremo intervenire un "benzinaio" per stabilire se i debiti che denunciamo noi sono una fantasia di quel "frignone" di Nicolai o se corrisponde tutto quanto al vero».

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