Il Tirreno

Versilia

L’INTERVENTO

IL NUOVO PIANO STRUTTURALE GUARDI AL DI LA' DEI CONFINI

Fabio Balderi

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 Poco tempo fa il consiglio comunale di Forte ha avviato la predisposizione di un nuovo Piano strutturale. Si partirà, secondo quanto detto, da una fotografia dello stato dell'arte per capire gli effetti degli atti urbanistici approvati.  Non fa mai male capire cosa si è ottenuto rispetto agli obiettivi che ci è prefissi nel corso degli anni.  Spero si parta dal presupposto che l'impianto dell'attuale Piano strutturale è quello del 1997 dell'allora Amministrazione di Vittorio Cardini, che lo approvò prima che le elezioni di quell'anno fossero vinte da Roberto Bertola, adottando, sempre prima della fine del mandato, anche il conseguente primo Regolamento urbanistico. E spero si sgombri il campo da mistificazioni su cui un po' tutti, in questi anni, hanno giocato strumentalmente.  Se a Forte si è costruito quello che si è costruito o se non si sono fatte scelte che meritavano d'esser fatte, lo si deve a una serie di concause che stanno entro quel piano strutturale, nei regolamenti e piani "del sindaco" che ne sono derivati. Lo sa bene chi ha vissuto in prima persona questi anni di vita amministrativa: scaricare addosso all'uno o all'altro schieramento politico responsabilità amministrative rispetto a decisioni prese, porta tutti noi poco lontano rispetto alle esigenze della nostra comunità.  Bisogna, se davvero si vuole compiutamente dare un senso a una rivisitazione del Piano strutturale, cioè all'impalcatura della pianificazione urbanistico/edilizia di un comune, avere un quadro d'insieme come minimo comprensoriale. Non ha più senso redigere strumenti urbanistici che non vedono aldilà della strada che divide due comuni, che non tengono conto delle destinazioni date dalle amministrazioni limitrofe ad aree confinanti.  Un esempio: nella redazione del precedente piano si ipotizzava la realizzazione di un'area artigianale lungo la Via Emilia, quando Seravezza su Via Ciocche stava già avviando l'iter per la costruzione di spazi simili. Si convenne nella opportunità di "soprassedere" quella ipotesi urbanistica. Credo che si sia fatto bene. Vale lo stesso ragionamento per servizi e infrastrutture che non possono più essere pensate a livello comunale e anche il piano per l'edilizia residenziale dovrebbe avere un minimo di sinergia con realtà a noi confinanti. Se così ci si muoverà in questa direzione avrà senso aver dato nuovi incarichi professionali, altrimenti si sarebbero solo spesi denari collettivi inutilmente.  Pertanto voglio leggere l'incarico dato per l'avvio del procedimento a un nuovo Piano strutturale propedeutico alla adozione di un strumento urbanistico di più ampio respiro, un primo tassello di una sorta di Piano strutturale comprensoriale. Voglio sperare inoltre che la prossima amministrazione si impegni per rimettere ordine nelle procedure, alquanto confuse di adozione e approvazione degli atti di governo del territorio di questi ultimi anni e, compiendo scelte coraggiose nel rispetto di un ambiente da tutelare, definisse uno strumento di governo del territorio che guardando realmente agli interessi delle generazioni future, definisca linee per guardare agli anni avvenire con la testa non più rivolta al passato ma al futuro.

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