Tirato giù a forza dalla bicicletta, pestato a sangue e rapinato
Donatella Francesconi
Tirato giù a forza dalla bicicletta, pestato a sangue e rapinato, in viale Kennedy quasi all'incrocio con viale Marconi. Vittima dell'aggressione un diplomatico russo che vive e lavora fuori dall'Italia e che era arrivato nella frazione per trascorrere le vacanze.
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TORRE DEL LAGO. Tirato giù a forza dalla bicicletta, pestato a sangue e rapinato, in viale Kennedy quasi all'incrocio con viale Marconi. Vittima dell'aggressione un diplomatico russo che vive e lavora fuori dall'Italia e che era arrivato nella frazione per trascorrere le vacanze. Non si era appartato, non faceva il bagno di notte, non aveva fatto amicizia con chi non si deve, non cercava droga. Semplicemente rientrava a casa, ospite di un amico italiano, dopo una notte sulla Marina.
A raccontare cosa ha vito alle sei del mattino, quando è suonato il campanello, è Christian Carrara, guida turistica che passa l'estate a Torre del Lago: «Aveva naso e labbra spaccati, mandibola tumefatta, forse rotta, perdeva sangue dalla bocca. L'hanno rapinato di tutti gli effetti personali, comprese le chiavi di casa. Gli italiani che l'hanno soccorso mi hanno riportato la bicicletta il giorno dopo...ma lui era già partito, con il taxi sul quale è salito dopo essere uscito dal Pronto soccorso dell'ospedale Versilia. L'unica cosa che aveva in mente era andare all'aeroporto di Pisa per prendere il primo volo e lasciare l'Italia».
Carrara ha deciso di uscire allo scoperto per denunciare l'estate di fuoco che ha sentito raccontare nelle esperienze, terribili, di amici e conoscenti: «C'è un aumento spaventoso degli episodi di violenza, microcriminalità, spaccio e abusivismo di ogni specie. È impressionante il numero di persone del mio entourage che sono state vittime di aggressioni a Torre del Lago nelle sole ultime settimane. Le vittime sono tutte omosessuali. Ho contato almeno dieci casi in due settimane fra amici e conoscenti. Ma solo una minima parte delle vittime denuncia le aggressioni subite».
L'elenco è davvero pesante. Un giovane torinese, ospite del camping "Italia", è stato aggredito all'ora del tramonto mentre tornava dalla spiaggia della Lecciona ed era quasi all'altezza del viale dei Tigli: «Inseguito da 4 0 5 maghrebini, poi circondato e derubato di tutto quello che aveva addosso. Gli hanno portato via - continua la testimonianza - anche le scarpe». Ad un avvocato di Varese «hanno sottratto il cellulare», nella zona appena dietro i locali. Mentre «un diciottenne di Prato di Prato è stato minacciato da un gruppo di stranieri armati di bastoni mentre faceva il bagno all'altezza dello stabilimento della Croce Verde con altri quattro amici, a mezzanotte». Ad un venticinquenne di Padova «hanno scippato la borsa con dentro soldi e cellulare, a pochi metri dal Mama Mia, tra le dune».
Gli omosessuali - sottoliena Carrara - «sono vittime e non causa di tutto questo. Nel senso che gli aggressori sanno dove e chi vanno a colpire, quali sono le categorie più deboli ed indifese, quando hanno garantita l'impunità. Sono anni che i gestori dei locali della Marina chiedono più sicurezza e lotta a spaccio e abusivismo. Perché la microcriminalità allontana quei turisti che vengono qui in cerca di sano divertimento e tranquillità...In fondo, per ripristinare la legalità, basterebbero solo la presenza di qualche Volante in più e pochi agente in borghese che operassero con efficienza e discrezione».
Invece - conclude Carrara con realismo - «si ha l'impressione che le istituzioni, Comune, Provincia, Regione, forze dell'ordine, abbiano abbandonato la Marina di Torre del Lago. Quasi non volessero il tursimo omosessuale. Che sarebbe un errore: perché è una grande risorsa. Lo sanno anche le pietre che le mete turistiche gay-friendly finiscono per diventare le più alla moda. Il turista fugge dalle polemiche. E oltre al divertimento vuole anche sicurezza, calma, tranquillità. la mia è una richiesta di aiuto: politici di destra e di sinistra, svegliatevi!».
A raccontare cosa ha vito alle sei del mattino, quando è suonato il campanello, è Christian Carrara, guida turistica che passa l'estate a Torre del Lago: «Aveva naso e labbra spaccati, mandibola tumefatta, forse rotta, perdeva sangue dalla bocca. L'hanno rapinato di tutti gli effetti personali, comprese le chiavi di casa. Gli italiani che l'hanno soccorso mi hanno riportato la bicicletta il giorno dopo...ma lui era già partito, con il taxi sul quale è salito dopo essere uscito dal Pronto soccorso dell'ospedale Versilia. L'unica cosa che aveva in mente era andare all'aeroporto di Pisa per prendere il primo volo e lasciare l'Italia».
Carrara ha deciso di uscire allo scoperto per denunciare l'estate di fuoco che ha sentito raccontare nelle esperienze, terribili, di amici e conoscenti: «C'è un aumento spaventoso degli episodi di violenza, microcriminalità, spaccio e abusivismo di ogni specie. È impressionante il numero di persone del mio entourage che sono state vittime di aggressioni a Torre del Lago nelle sole ultime settimane. Le vittime sono tutte omosessuali. Ho contato almeno dieci casi in due settimane fra amici e conoscenti. Ma solo una minima parte delle vittime denuncia le aggressioni subite».
L'elenco è davvero pesante. Un giovane torinese, ospite del camping "Italia", è stato aggredito all'ora del tramonto mentre tornava dalla spiaggia della Lecciona ed era quasi all'altezza del viale dei Tigli: «Inseguito da 4 0 5 maghrebini, poi circondato e derubato di tutto quello che aveva addosso. Gli hanno portato via - continua la testimonianza - anche le scarpe». Ad un avvocato di Varese «hanno sottratto il cellulare», nella zona appena dietro i locali. Mentre «un diciottenne di Prato di Prato è stato minacciato da un gruppo di stranieri armati di bastoni mentre faceva il bagno all'altezza dello stabilimento della Croce Verde con altri quattro amici, a mezzanotte». Ad un venticinquenne di Padova «hanno scippato la borsa con dentro soldi e cellulare, a pochi metri dal Mama Mia, tra le dune».
Gli omosessuali - sottoliena Carrara - «sono vittime e non causa di tutto questo. Nel senso che gli aggressori sanno dove e chi vanno a colpire, quali sono le categorie più deboli ed indifese, quando hanno garantita l'impunità. Sono anni che i gestori dei locali della Marina chiedono più sicurezza e lotta a spaccio e abusivismo. Perché la microcriminalità allontana quei turisti che vengono qui in cerca di sano divertimento e tranquillità...In fondo, per ripristinare la legalità, basterebbero solo la presenza di qualche Volante in più e pochi agente in borghese che operassero con efficienza e discrezione».
Invece - conclude Carrara con realismo - «si ha l'impressione che le istituzioni, Comune, Provincia, Regione, forze dell'ordine, abbiano abbandonato la Marina di Torre del Lago. Quasi non volessero il tursimo omosessuale. Che sarebbe un errore: perché è una grande risorsa. Lo sanno anche le pietre che le mete turistiche gay-friendly finiscono per diventare le più alla moda. Il turista fugge dalle polemiche. E oltre al divertimento vuole anche sicurezza, calma, tranquillità. la mia è una richiesta di aiuto: politici di destra e di sinistra, svegliatevi!».
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