Premio Viareggio, parla l'assessore: non sono stato cacciato dalla serata
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VIAREGGIO. «Non sono stato "cacciato" dalla serata del Premio Viareggio-Repaci». Ci tiene a precisarlo l'assessore Ciro Costagliola: «Volevo portare il saluto alla giuria, ai premiati: quando ho capito, nel confronto con il signor Lucio Trizzino, che non c'era disponibilità in questo senso ho scelto di non portare avanti la richiesta per evitare polemiche nella serata di premiazione. E mi sono allontanato, assolutamente per mia scelta». A raccontare come sono andate le cose, però, c'è una nota ufficiale arrivata agli organi di stampa dalla mail del sindaco Lunardini e firmata "l'amministrazione comunale di Viareggio". Ecco come sono ricostruiti i fatti, nel testo che tutti i quotidiani, "Tirreno" compreso, hanno ampiamente diffuso ieri: «Si apprende che il signor Trizzino, marito della presidente Bettarini, affrontava all'ingresso del bagno "Balena" il rappresnetante del Comune di Viareggio, assessore Ciro Costagliola, non ché vice sindaco, impendendo al legittimo rappresnetante del Comune di entrare, presenziare alla premiazione e svolgere il suo intervento di saluto». I sinonimi di "affrontare" - vocabolario alla mano - sono "sfidare", "prendere di petto", "battersi", "aggredire", "assalire", "fronteggiare". Quelli di "impedire" sono "arrestare", "bloccare", "interdire, "sbarrare", "vietare". Insomma, il racconto fatto con le parole utilizzate nel comunicato ufficiale non è proprio identico a quello proposto dalla richiesta di precisazione del vice sindaco: «Lo so - risponde Costagliola - ma io rappresento me stesso. Ho voluto spiegarlo anche al sindaco. Ed è così che le cose sono andate. Ho voluto ribadirlo perché non ci sto a passare per quello che viene cacciato quando è nel suo ruolo istituzionale».
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