Viareggio Patrimonio, come evitare sei cause di dipendenti ed ex
D.F.
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VIAREGGIO. Non c'è pace, sul fronte occupazione, per la società partecipata dal Comune presieduta da Stefano Lazzari. Ieri, nel corso della commissione di vigilanza e controllo sulla Viareggio Patrimonio, sono state esaminate le posizioni di alcuni dipendenti od ex dipendenti per le quali la società potrebbe trovarsi a ricorrere alla vie legali. Colpisce, in particolare, una delle vicende legate al fenomento "assuntopoli", sul finire dell'amministrazione Marcucci. Quando la società partecipata, allora presieduta da Andrea Gemignani, inciampò nelle assunzioni di personale per buona parte legato a dipendenti dell'amministrazione. Uno degli assunti in questo modo allora si dimise. Ed oggi rivendica il posto di lavoro argomentando che le dimissioni dell'epoca furono frutto di "costrizione psicologica". In tutto i contenziosi in essere sono sei. Ma non per tutti la soluzione potrebbe essere quella di finire in causa con i dipendenti che hanno sollevato il problema. Tra le questioni sulle qualie decidere, quella relativa ad un dipendente che rivednica la carica di dirigente, avendone già fatto funzione quanto la Viareggio patrimonio applicava un contratto diverso da quello degli enti locali che non prevede la possibilità di ricoprire questo tipo di incarico senza la laurea. In questo caso, è stato detto ieri nel corso della commissione, si tratta di 4 o cinque anni di arretrati nel caso la posizione venisse riconosciuta. La decisione - ha spiegato il presidente della società - sarà presa a fine settembre nel corso di un consiglio di amministrazione. Nel frattempo la società di doterà di un ulteriore parere legale di supporto a quelli già acquisiti. Sono tre, invece, gli ex dipendenti assunti a tempo determinato che rivendicano di tornare al lavoro con contratto a tempo indeterminato.
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