Il Tirreno

Versilia

Piccola guida per godersi il giorno clou dell’estate fortemarmina

Parcheggi, ingorghi, borseggi: come sopravvivere a Sant'Ermete

Franco A. Calotti
<b>BLOCCATO.</b> Il traffico in una giornata di S. Ermete
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BLOCCATO. Il traffico in una giornata di S. Ermete

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 FORTE. Parafrasando Georges Perec potremmo dire "Sant'Ermete: istruzioni per l'uso". Tanto più che quest'anno la celebre e celebrata fiera fortemarmina cade di domenica, un giorno sempre critico per presenze e traffico.  Il primo suggerimento da dare a chi volesse visitare la fiera, ed in generale fare una capatina al Forte nella giornata odierna, è quello tassativo di abbandonare l'automobile il prima possibile e il più lontano dal centro, dove la Ztl sarà valida per tutte le ventiquatt'ore. Nella giungla di divieti, peraltro modificati temporaneamente anche dalle circostanze, sarà, purtroppo, facile cadere in qualche rischio multa o rimozione. Se potete, è meglio usare la bici o il ciclomotore, ma tenete presente che in quindici minuti a piedi si raggiunge benissimo il centro da tutte le zone periferiche e si conserva il fegato per un'altra occasione. Raccomandazione questa che vale ancor di più per coloro che verranno soltanto all'imbrunire per assistere allo spettacolo pirotecnico: sono decenni, ormai, che il viale a mare diventa un apocalittico ingorgo con le auto ferme per parecchio tempo anche dopo la fine dello spettacolo.  Quindi arrivate nel tardo pomeriggio e prendetevela comoda: il tempo impiegato per una salutare camminata sarà molto inferiore a quello che dovreste passare in fila senza fare un passo in avanti rintanati nella vostra vettura. Alla fiera, se non vi scoraggia la calca, evitate di portare borse, borsette e portafogli bene in vista e soprattutto le signore, facciano attenzione, quando chine sui banchi hanno soltanto occhi per il cachemirino di moda. Idem per orologi e gioielli vistosi e di marca. Eviterete che la fiera la faccia qualcun altro con i vostri soldi. Sempre per chi viene a fare acquisti: evitate di farli dai venditori abusivi e men che meno acquistando borse, orologi e griffe false: rischiate una multa salatissima.  Se volete evitare i momenti di caos, il suggerimento più saggio è quello di visitare i banchi di primo mattino (quando si fanno anche gli affari migliori), e tutt'al più fate due passi tra le bancarelle proprio subito dopo l'ora di pranzo. Dalle 16 in poi parte la grande folla e diverrà poi problematico anche spostarsi da un lato all'altro della fiera. Se siete interessati solo ai brigidini e alla porchetta e a qualche delizia gastronomica di tradizione, evitate di finire in piazza Marconi, questo genere è concentrato per lo più vicino a piazza Garibadi. Viceversa se vi interessa soprattutto l'abbigliamento. Se siete fra quelli che sono insoddisfatti dall'offerta di quasi quattrocento bancarelle e attendete "la cinco de la tarde", quando approfittando della stanchezza dei vigilanti arriverà anche l'ondata dei banchetti abusivi, che in molti, ormai, ritengono tra i più simpatici e anche quelli con le offerte e le novità più sorprendenti, meditate su ciò che fate con attenzione. Se avete qualche malore, e la calca e il caldo sono buoni inneschi, sappiate che alla Croce Verde, dietro la zona fiera di ponente c'è un Primo Soccorso di rango, con infermiere preparate e simpatiche e medici altrettanto bravi e comprensivi. Infine, fattosi buio, per godere di un bel posto da dove assistere ai fuochi artificiali, tenete presente che ai due lati del pontile e per diverse decine di metri è interdetta ogni presenza, e quindi se sognate un posto in prima fila, dovrete arrangiarvi diversamente. Per sedersi su sdraie e lettini, usate un po' di fair play, e soprattutto non spostateli e rimetteteli comunque al loro posto senza vandalizzarli alla fine dei fuochi: il bagnino ve ne renderà merito.  Se poi morite dalla voglia di imitare gli specialisti che fanno i fuochi sul pontile, sappiate che il rischio personale è elevato, e le multe anche. Infine cercate di vedere tutto per quello che è, un grande addio all'estate che tramonta. Anche l'attendere in fila a notte inoltrata per ritornare a casa vi sembrerà più lieve. Buon Sant'Ermete con un pizzico di saggezza!  

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