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Versilia

Da Firenze il no a nuove sezioni per le materne

Le scuole materne di Lido (in alto) e di Capezzano Pianore
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Le scuole materne di Lido (in alto) e di Capezzano Pianore

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 CAMAIORE. I genitori possono anche cominciare ad allertate i nonni, a contattare qualche baby-sitter, a sentire i Comuni vicini. Perché i 70 bambini ancora in lista di attesa per l'iscrizione alle scuole materne rischiano di rimanere fuori. Tra ex Provveditorato e Regione si garantisce al massimo la classe in più per l'istituto di Camaiore centro (quella già prevista anche lo scorso anno).  L'incubo di una settantina di famiglie di Camaiore ed in particolare di Capezzano Pianore e Lido si sta concretizzando. È da giugno che segnalano (al Comune ed ai media) che i loro 70 figli rischiano di rimanere fuori dalla scuola materna. Nonostante - ecco la beffa oltre al danno - ci siano addirittura aule libere. Ma il problema è un altro, ossia la mancanza di organico; un deficit, a cui pare nessuno possa porre rimedio.  L'assessore all'istruzione, Alessya Dini, spiega la situazione, ad oggi ancora molto confusa.  «Per quanto riguarda il progetto Pegaso della Regione - dice la Dini - da Firenze ci hanno informato che rientra nei parametri solo la scuola di Camaiore centro. Per quanto li riguarda, infatti, la priorità è assicurare continuità scolastica e didattica alle sezioni già finanziate lo scorso anno».  Ci rientra così solo la scuola di Camaiore, mentre resta fuori Lido e Capezzano.  «Questo non per mancanze, o demeriti di qualcuno - precisa Alessya Dini - ma solo, perché Camaiore era l'unica scuola che già lo scorso anno aveva una lista d'attesa».  Ancora peggiore, se vogliamo, la risposta che è arrivata al Comune, proprio ieri, da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale (l'ex Provveditorato).  «Ci hanno appena informato, dopo giorni che cerchiamo di parlare con loro - dice Dini - che non ci sono fondi per ampliare l'organico degli insegnanti. Noi avevamo detto chiaramente che la priorità assoluta era la scuola di Lido; lì ci sono addirittura le aule già arredate e pronte per l'uso».  Quelle aule, invece, rischiano seriamente di rimanere chiuse. E i 70 bambini di rimanere a casa, o dover ricorrere (ammesso ci sia ancora spazio) ad altre strutture dei Comuni limitrofi. A meno che non sia il Comune, in extremis, ad intervenire. A quel che si mormora, l'amministrazione avrebbe già redatto un piano finanziario per capire quanto costerebbe sobbarcarsi al 100% le spese (e il Comune, a Stato e Regione, ha sempre mostrato disponibilità a cofinanziare i progetti).  «Se le cose si mettono così male, come sembra - dice Alessya Dini - vedremo di capire in che modo possiamo intervenire».  Di sicuro il Comune non potrà pagare a sue spese l'intera pianta organica necessaria. Ma forse potrebbe riuscire ad assicurare un banco ed una maestra ad almeno una parte di quei 70 bambini rimasti per ora fuori dai giochi. M.P.

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