Sicurezza
Sindaco, venga a dormire da noi
Luca Basile
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I residenti chiedono maggiori controlli per potere riposare la sera Provocazione dei residenti: servono regole per fermare la movida
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PIETRASANTA. «Signor sindaco, venga a dormire a casa nostra una di queste sere. Così proverà direttamente cosa vuol dire avere casa all'interno delle mura cittadine e convivere con i rumori fino a tarda notte». La provocazione, «ma la nostra non è una boutade, Lombardi venga quando vuole», proviene da Io vivo nel centro, l'associazione dei residenti del centro storico. «Abbiamo oltre 120 famiglie associate, pronte ad accogliere il primo cittadino: scoprirà che non c'è finestra chiusa che tenga contro i rumori provocati da grida, musica e da chi scorrazza con auto e motorini lungo le strade centrali. Riposare, in estate, è sempre più difficile. Ma Lombardi, come gli altri assessori, che ne sa: la Giunta è composta da persone che il centro storico non lo vivono e hanno domicilio in zone molto più tranquille e riposanti» afferma Enzo Grassi presidente della stessa associazione. «Dice il Sindaco che, viste le mie posizioni, dovrei candidarmi alle amministrative? Lo ringrazio per il consiglio: nel caso, mi ritroverò come avversario il suo vice, Luca Mori. Il problema è serio: prima eravamo la città dell'arte e della cultura, oggi siamo quella della movida, la vera Cenatown. Ma se il "mito" dei ristoranti crolla, e questa estate abbiamo avuto una prima avvisaglia, qui sarà il fuggi-fuggi. I residenti oggi non hanno diritto al parcheggio, visto che gli stalli di sosta sono occupati dai clienti. Lombardi dice che a ridosso del centro ci sono 1100 parcheggi? Ma il Sindaco sa che in centro abitano oltre 600 famiglie con una dote di un migliaio di auto come minimo?» chiede Grassi che propone, a nome dell'associazione, alcune soluzioni. «I parcheggi Coop e Conad sono sempre vuoti, la sera, anche quando c'è ressa: perché non istituire un bus navetta di collegamento con il centro storico? Perché poi non posizionare dei pilomat agli ingressi della città? E ancora: perché cacciare i bambini che giocano a pallone in piazza, allontanare gli artisti di strada e tollerare la ressa fino a tarda notte davanti ai bar, le auto che corrono lungo via Mazzini e via Garibaldi, le grida di coloro che escono dai ristoranti? Serve un tavolo di lavoro aperto a tutte le parti in causa, per l'individuazione di una carta di diritti e doveri, ma non qualcosa che sia calato dall'alto, come il recente workshop, che non è servito a niente. La ristorazione deve tornare ad essere un complemento e vivere anche di giorno, con proposte intelligenti e funzionali alla città». Critico Francesco Nari, residente. «Il sindaco parla di liberalizzazione degli orari imposta da un decreto legge? Io rispondo che esistono norme a tutela del diritto al riposo dei cittadini. Fra centro e dintorni vivono oltre 2000 persone: vogliamo ascoltarle? A parte ganasce e rimozioni per combattere parcheggio-selvaggio, cosa è stato fatto contro i rumori? Niente, ad eccezione della chiusura del bar Corte Lotti, quando la mappa dei rumori è soprattutto presente in ben altre zone. Dobbiamo arrivare agli esposti in Procura, alla guerra fra esercenti e residenti? Il sindaco ha il dovere di ascoltare tutti e di trovare, nell'interesse della comunità, una soluzione per una normale convivenza».
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