Il Tirreno

Versilia

MALAVITA ORGANIZZATA

Arrestato il boss Nino Saccà: per molti anni soggiornò in Versilia

Donatella Francesconi

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 VIAREGGIO. La commissione antimafia, parlando di lui, lo ha definito «vicino al gotha della criminalità organizzata». L'uomo in questione è Dante Antonio Saccà, detto "Nino", 72 anni, arrestato ieri a Genova in esecuzine di una mandato di cattura internazionale. Saccà è stato al soggiorno obbligato a Torre del Lago dal 1974 fino alla fine degli anni' 80 e definito, in quegli anni, perfino la cerniera tra camorra e P2.  Nei primi anni' 80, quando Saccà era già a Torre del Lago, mafia significava Totò Riina e si dice che proprio "Zu Totò" abbia portato Saccà nel clan dei Corleonesi. Fino a farne un vero boss, collettore degli interessi di Cosa nostra palermitana e della Camorra della Nuova famiglia. Nel 1993 fu arrestato su mandato della Procura di Firenze anche grazie alle dichiarazioni del pentito Rosario Spatola.  Saccà deve scontare quattro anni di carcere per truffa, ma il suo curriculum annovera ben altri reati: riciclaggio di denaro sporco, attraverso l'acquisto di immobili proprio in Versilia, il favoreggiamento nei confronti di Renato Vallanzasca in una delle sue primissime evasioni, la bancarotta fraudolenta, contrabbando e sequestro di persona. Ma tra le attività di sua competenza - raccontano i fascicoli a suo carico - c'era anche il controllo del gioco d'azzardo. Che avrebbe esercitato anche nei lunghi anni di soggiorno in Versilia.  La lunga latitanza è finita ieri, intercettato in Liguria dai carabinieri di San Martino di Genova, convalescente a casa di un figlio dopo un'operazione cui si era sottoposto in Francia.
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