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Presi i complici di Musumeci
Cla.Ve.
In carcere tre marocchini che gestivano lo spaccio in Pineta
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VIAREGGIO. Erano noti nel giro dello spaccio soprattutto con i loro «nomi di battaglia»: Zituni Ssadike, trentasei anni, detto «Mario»; Imad Manni, trentuno anni, detto «Morad»; Khalid Azzaoui, trentuno anni, detto «Kakà». Adesso i tre marocchini - tutti clandestini e tutti già noti alle forze dell'ordine - sono finiti in carcere con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. I tre sono finiti nell'inchiesta che nel giugno scorso aveva già portato all'arresto dell'ex boss Giuseppe «Pippo» Musumeci 58 anni, esponente di spicco della criminalità organizzata e membro di quel «clan Musumeci» capeggiato dal fratello Carmelo, e di Andrea Altemura, trentasei anni, torrelaghese, a loro volta finiti in carcere per reati legati allo spaccio ma anche allo sfruttamento della prostituzione. Grazie alle indagini nate da quella costola dell'inchiesta, i carabinieri del nucleo operativo di Viareggio sono riusciti a risalire ai tre nordafricani riuscendo a raccogliere contro di loro prove della loro colpevolezza che hanno permesso al magistrato di firmare l'ordinanza di custodia cautelare. Secondo quanto emerso da pedinamenti e intercettazioni, nel periodo compreso fra gennaio e maggio i tre erano al centro di una intensa attività di spaccio di cocaina e hashish in varie zone della città e in particolar modo all'interno della Pineta di Ponente. Nel corso dell'indagine sono stati identificati e segnalati alla prefettura di Lucca oltre cento «clienti» dei tre spacciatori. I consumatori - anche se non saranno denunciati - rischiano adesso una serie di sanzioni che vanno dalla sospensione della patente ad altre limitazioni.
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