Italia
Il mare grosso impedisce il deflusso delle acque: la protesta per gli argini
Il Motrone si mangia la spiaggia danni ai due bagni alla foce del fiume
Damiano Sanna
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Il Motrone si è mangiato la spiaggia dei due bagni alla foce a causa della mareggiata 2 MINUTI DI LETTURA
MARINA. E' allagato da ormai tre giorni il bagno Peninsula, a Marina di Pietrasanta, dopo che il mare agitato di questa settimana ha ingrossato il fiume Motrone, che, non disponendo di uno sbocco in mare, ha reso inagibili le prime due file del bagno accanto alla discoteca "Seven". Nelle parole di Luca Molli, bagnino del bagno Peninsula, si legge tutta la delusione per una situazione che nonostante le richieste di aiuto è ferma da tre giorni. «Appena il fiume si è ingrossato ed ha invaso un grande pezzo di spiaggia, abbiamo subito chiamato i Vigili urbani, che giustamente hanno avvertito il Consorzio di Bonifica, sotto la cui competenza si trova il Motrone; ma, nonostante le continue rassicurazioni di un prossimo intervento, non si è ancora visto nessuno». Fin da maggio, prima dell'apertura della stagione balneare, la società Apple Gestioni Srl denunciava il fatto che i lavori per l'arginazione del Motrone non erano ancora conclusi e che questo rappresentava un serio problema per l'attività del bagno Peninsula. Nella stessa situazione si trova il bagno Aeolus, dalla parte opposta del fiume, rispetto al Peninsula. Anche nel suo caso, a detta di Molli, «La situazione sarebbe facilmente risolvibile con un intervento delle ruspe, come è accaduto altre volte in passato». La situazione preoccupa i proprietari degli stabilimenti balneari coinvolti, perchè legata alle condizioni del mare che continua ad essere agitato e si prevede che non torni alla normalità prima di qualche giorno. Inoltre, l'impossibilità di usare le prime due file di tende è un grosso handicap per un bagno, che si trova al completo e vanta tra i propri clienti importanti personaggi del mondo dello sport. Ma oltre ai danni subiti dai due bagni, la situazione del Motrone rischia di rappresentare anche un problema per la sicurezza dei bagnanti, che vengono infatti attirati dalle acque del fiume, che nel frattempo ha visto aumentare di molto la propria profondità e dove qualcuno va a fare il bagno. I bagnini non hanno però competenza sul salvataggio dei bagnanti, se non in mare, e questo può portare al rischio di rivedere tragedie, come quella accaduta qualche giorno fa ad un ragazzo di 16 anni, a Torre del Lago.
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