Italia
Pierotti, scultura in volata mondiale
◗
Lo scultore Stefano Pierotti e il bozzetto della sua opera per i Mondiali di ciclismo L'artista in corsa per il simbolo della kermesse ciclistica
3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. La "fuga" dal doping, dalle scorciatoie, pericolose ed immorali, che ti trasformano, forse, in un campione, rendendoti, però, un mezzo uomo con la salute a rischio. È questo il messaggio celato nell'opera " Il muro" dello scultore pietrasantino Stefano Pierotti, presentata sottoforma di bozzetto in vetroresina sabato sera, alla presenza del sindaco Domenico Lombardi e del presidente del Centro Arti Visive Carlo Carli, al bagno Franco Mare di Tonfano: opera che con ogni probabilità, ma al momento non c'è ancora il via libera definitivo, sarà il simbolo ufficiale dei Mondiali di ciclismo su strada in programma fra due anni in Toscana. «Il bozzetto è in valutazione: il Comitato organizzativo della rassegna iridata si esprimerà a breve. Ci sono ottime possibilità: vediamo». Pierotti, lei è stato ciclista fino alla categoria dilettanti, con discreti risultati: poi improvvisamente, ha smesso. Perché? «Era diventato difficile conciliare il mio impegno agonistico con il resto. E poi, in tutta onestà, vedevo cose che non mi piacevano affatto. Mi riferisco al doping, ovviamente». Una copia de "Il muro" è custodita nella redazione de La Gazzetta dello Sport, a testimonianza del suo valore "morale": qual è il messaggio di questa opera? «La figura che ho realizzato vuole liberarsi da qualcosa di terribile. Quel pugno sollevato al cielo vuole dire che il tentativo, la fuga per intendersi, è andata a buon fine». Oltre al crocifisso di Tor Vergata e alla scultura dedicata a Papa Giovanni Paolo II, lei è conosciuto per un'opera raffigurante Ayrton Senna: gli sconfinamenti nello sport sono il suo pane quotidiano d'artista? «È un mondo che mi affascina molto. Del resto lo sport è aggregazione, confronto, voglia di superarsi. Ma in ogni contesto deve prevalere il concetto di lealtà, di rispetto delle regole". Realizzerà il Muro in bronzo o in marmo? «Non ho ancora deciso: dipende, nel caso dicano si alla mia scultura, dove sarà collocata lungo il percorso del Mondiale. Ad ogni modo, in terra di Pietrasanta, convivono eccellenze sia nel campo del marmo che in quello del bronzo. Sarò supportato da squadre di artigiani nel segno della qualità. Le dimensioni previste? Sarà una scultura di circa 3 metri credo». Igor Mitoraj, di recente, ha lanciato un serio allarme ipotizzando la fine dell'artigianato a Pietrasanta a scapito di una città alla mercé di bar e ristoranti. Lei cosa pensa? «C'è un problema di ricambio generazionale, così come è difficile guadagnarsi da vivere facendo l'artista a tempo pieno. Questi sono problemi oggettivi da affrontare. Ma credo e spero fortemente nella tradizione dei nostri artigiani, in ciò che Pietrasanta rappresenta nel mondo. Certo, l'arte non si esaurisce al marmo e al bronzo che, fra l'altro, costano e molto». Cosa intende? «Voglio dire che esistono, e lo vedo oggi portare avanti da molti giovani nei nostri laboratori, forme artistiche dove si ricorre a materiale alternativo e comunque a basso costo, proposto nel segno della qualità. Bisogna valorizzare queste idee, se vogliamo dare continuità ad una tradizione che non potrà e non dovrà mai venire meno». L.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
