Il presidio
Il gip ha deciso di revocare gli arresti domiciliari
Omicidio Romanini, in libertà i carabinieri Ionta e Martignetti
Roy Lepore
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Carlo Ionta 2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Sono tornati in libertà il maresciallo Ciro Ionta, 54 anni comandante della stazione dei carabinieri di Camaiore e il brigadiere Gianluca Martignetti 57 anni che si trovavano agli arresti domiciliari, accusati di favoreggiamento, come l'ex carabiere Enzo Iardella 55 anni rimesso anche lui in libertà nei giorni scorsi. I tre erano stati accusati nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio dell'imprenditore del settore delle escavazioni, Stefano Romanini di 46 anni ucciso l'8 febbraio scorso in strada a Camaiore con 15 colpi di pistola da un assassino tutt'ora non individuato. Ieri pomeriggio è arrivato all'avvocaro Carlo Alberto Antongiovanni, che assiste i due carabinieri, la comunicazione da parte del gip Giuseppe Pezzuti della scarcerazione dei militari, senza che possano dimorare a Camaiore. «Lo abbiamo richiesto - dice il legale - proprio per evitare ogni possibile equivoco sulla vicenda ed ora attendiamo fiduciosi l'esito dell'inchiesta». I due carabinieri ed il collega in pensione furono arrestati dalla polizia, che conduce le indagini, il 24 giugno scorso. La settimana scorsa la polizia è andata a cercare alcuni indizi utili all'inchiesta in un appezzamento di terreno, sopra le colline camaioresi, di proprietà di Roberto Romanini, cugino della vittima. Le indagini stanno andando avanti ormai da cinque mesi, ma per adesso non è stato ancora trovato chi ha ucciso quella mattina l'imprenditore a cui alcuni mesi prima dell'omicidio qualcuno aveva sparato contro l'auto. E le indagini stanno cercando di chiarire anche questo enigma.
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