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«Viareggio allontana i turisti»
Gabriele Noli
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PERSONAGGIO. Maurizio Baccili, detto Uz e viareggino doc Maurizio Baccili, in arte "Uz", si è trasferito a Forte dei Marmi
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VIAREGGIO. Maurizio Baccili è uno di quei personaggi che in Versilia un po' tutti conoscono. Da molti anni "Uz" - questo il soprannome che lo ha reso celebre - si adopera per offrire divertimento, notturno e non solo, ai giovani della zona, ma anche ai turisti. Lui che è viareggino purosangue, da Pasqua ha deciso di "emigrare" a Forte, dedicandosi anima e corpo allo "White", il locale di fianco al pontile. Un progetto ambizioso che sta già riscuotendo successo e consensi. Favorito da una location invidiabile, il nuovo gioiello di Baccili - colore dominante, neanche a dirlo è il bianco - è rivolto a varie tipologie di clientela, dal turista straniero, al versiliese doc, fino ai calciatori e alle modelle. Si tratta di una struttra polifunzionale, operativa sin dall'alba, in grado di offire colazioni, pranzi, aperitivi e cene pre-disco. Il proprietario del locale è Manuel Dallori, già patron del Beach Club al Cinquale, la ristorazione è curata da Maurizio Orrigo (un tempo al ristorante "La Barca" in darsena a Viareggio), mentre lo chef è Donato Di Palma (in passato al ristorante "Il porto", sempre a Viareggio). Sono diverse le iniziative proposte dallo "White", come l'aperitivo culturale della domenica con Roberto Alessi che settimanalmente intervista vari ospiti. Il martedì, invece, è dedicato alla diretta Sky sul calciomercato. La Versilia secondo "Uz". Baccili, da profondo conoscitore della movida e delle tendenze versiliesi, fa un'analisi della situazione attuale relativamente alle località della nostra zona. Promosse Forte dei Marmi, Pietrasanta (compresa la Marina) e Lido di Camaiore. Bocciata Viareggio. «Forte dei Marmi è indiscutibilmente una meta turistica - spiega Baccili - la popolazione del posto da sempre ha i suoi punti di riferimento, che non sempre sono quelli conosciuti, mentre chi frequenta i locali di tendenza è il classico turista che fino alla fine di luglio viene qui solo per il weekend, ma che in agosto si ferma per un periodo di tempo più lungo». Pareri positivi anche per Marina di Pietrasanta e Lido: «Nonostante siano diverse tra loro, queste sono due realtà in forte rilancio e le più frequentate come periodo. I primi turisti si vedono già a Pasqua ed aumentano progressivamente fino alle punte massime di agosto per poi calare nuovamente a settembre. Qui si nota meno la differenza tra il weekend ed il resto della settimana, anche perché si sta parlando di un turismo familiare che comprende la presenza di anziani con bambini e ragazzi giovani che magari non possono trascorrere le vacanze da soli». Viareggio, la nota stonata. Per una Versilia che attira turisti e riceve consensi, c'è invece una Viareggio che, almeno secondo Baccili, non sta vivendo certo uno dei suoi periodi migliori. «Mi dispiace profondamente ammetterlo, ma le scelte sbagliate degli ultimi 10 anni e la scarsa attenzione alle esigenze turistiche hanno fatto sì che l'appeal di Viareggio diminuisse sensibilmente. Al mare troviamo turisti che hanno la casa qui ormai da 50 anni, eccetto i famosi "Mordi e fuggi". Sarebbe il caso di curare meno il proprio orticello e collaborare tutti insieme, smettendola con le guerre di vicinato. Ma soprattutto chi ha il potere dia la possibilità, a chi si adopera per il turismo, di lavorare in pace con regole certe ma che favoriscano l'afflusso dei vacanzieri, non un loro allontanamento. Bisogna chiedersi cosa vogliono i turisti quando vanno in vacanza. Poi anche a Viareggio ci sono isole felici come il vialone in darsena o l'ultimo tratto di via Coppino, dove ristoranti favolosi e sempre più numerosi creano un microcosmo di bellezza». Riflessione finale. Baccili non si ferma alla sola analisi delle varie località versiliesi dal punto di vista turistico, ma lancia anche un monito che evidentemente non tutti ancora hanno colto: «Un turista di lunedì va a mangiare gli spaghetti sul mare, di martedì va in un ristorante, di mercoledì va ad una sagra, il giovedì a cena in collina, il venerdi un bel locale in centro, il sabato si concede un aperitivo in discoteca e la domenica si dedica allo shopping sfrenato. In questo modo lavoriamo tutti e il turista felice torna. Se però gli mettiamo i divieti e diventiamo fiscali non coglie la regolarità, perché a lui interessa solo divertirsi in quell'unica settimana che ha a disposizione dopo 358 giorni lavorativi».
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