Il Tirreno

Versilia

Fra le alienazioni anche quella della struttura di Sant’Anna

Lavatoi, Mancini contro la vendita «Un oltraggio alla memoria»

<b>IN VENDITA.</b> Il lavatoio di S. Anna
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IN VENDITA. Il lavatoio di S. Anna

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 STAZZEMA. «La decisione del comune di Stazzema di alienare i lavatoi di Sant'Anna costituisce una mancanza di rispetto verso la storia del paese, della sua comunità e della strage del 12 agosto 1944». Enio Mancini, memoria storica di Sant'Anna e superstite dell'eccidio si ribella alla decisione del consiglio comunale di inserire nel piano delle alienazioni il lavatoio di Sant'Anna (stimato 813,42 euro): «È un pezzo di storia del paese costruito dagli abitanti come accadde per la scuola elementare. Un tempo era approvvigionato dalla fonte e chi arrivava dalla strada vicinale, percorrendo il sentiero, si rinfrescava al lavatoio e poteva bere».  Mancini ricorda che l'area del lavatoio doveva rientrare nei perimetri del Parco Nazionale della Pace: «Era prevedibile che la nascitura Fondazione si prendesse carico di questa zona contemplando la pulizia dell'area delle pozze e la loro manutenzione. Invece il comune ha deciso di venderle: è inconcepibile. Si vuole forse fare cassa con 800 euro? Poi, mi chiedo, chi acquisterà questi lavatoi? Cosa se ne fa un privato di queste pozze?».  Mancini racconta come la storia delle pozze sia strettamente collegata all'eccidio: «Da una delle prime testimonianze si dice che alle pozze i nazisti avessero sistemato un grammofono che suonava dopo la strage. Vendendole si compie una grave mancanza di rispetto verso il paese e la memoria».

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