Il Tirreno

Versilia

I marocchini vendono alcol senza licenza

La Marina di Torre del Lago al centro dei soliti problemi di ordine pubblico
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La Marina di Torre del Lago al centro dei soliti problemi di ordine pubblico

Il vicesindaco Costagliola denuncia il caos della Marina

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 MARINA. E' difficile immaginare che Ciro Costagliola, nella sua funzione di vicesindaco e assessore alla cultura, voglia esagerare. Per questo la sua denuncia su quanto visto a Torre del Lago è ancora più inquietante.  Ecco cosa racconta Costagliole: «La notte tra sabato e domenica sono stato per diverse ore sulla marina di Torre del Lago, per verificare e rendermi conto di persona delle problematiche note a tutti.  «Ho notato che effettivamente ci sono tanti giovani che si divertono e non recano disturbo, ma nello stesso momento ho visto che sulla strada ci sono anche gruppi di persone, in particolare immigrati, tunisini, marocchini, che oltre a vendere prodotti alcolici senza licenza si interessano di altre cose non regolari, andando oltretutto a sporcare il suolo adiacente alla strada».  Poi Costagliola passa al dopo-festa.  «Quando sopraggiunge l'alba iniziano i veri problemi - continua il vicesindaco del Pdl - gente ubriaca di qualsiasi cosa inizia a creare problemi sia ai gestori dei locali che ai gestori degli stabilimenti balneari.  «Ai turisti che arrivano nella prima mattina può capitare di trovarsi di fronte a situazioni poco piacevoli, danneggiando l'immagine di una località turistica come Torre del lago Puccini e questo non è più accettabile.  «Anche i gestori dei parcheggi sono in grave difficoltà perché anche loro si trovano spesso in situazioni ingestibili a causa di persone ubriache che creano seri problemi.  «È anche giusto ricordare che vi era una presenza di forze dell'ordine, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, ma credo che sia opportuno una più stretta collaborazione tra le stesse per ripristinare una situazione di normalità. È giusto divertirsi ma nel rispetto delle regole».  Poco altro da aggiungere se non tornare sulla rissa di domenica mattina. A proposito della quale Rita Orlandi, che gestisce assieme al marito il bagno Aurora dove è avvenuta la rissa, continua a ribadire la correttezza del proprio comportamento.  «Ho letto - afferma la donna - che la polizia sarebbe stata avvertita da alcuni passanti di quanto stava accadendo. Smentisco questa versione (fornita dagli stessi inquirenti, ndr) e invito a risalire ai tabulati della telefonata, che è registrata. Erano le 8,15 quando ho telefonato al 113, qualificandomi come signora Orlandi del bagno Aurora e spiegando che nel mio stabilimento si stavano picchiando. Ci tengo a dirlo perché non voglio che qualcuno pensi che noi ci siamo disinteressati della cosa. Ribadisco, inoltre - conclude - che ci è stato detto che non c'erano volanti a disposizione e che avremmo dovuto chiamare il 112, cioè i carabinieri. Niente da dire, invece, sulla rapidità dell'intervento, che è stato tempestivo».

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