Il Tirreno

Versilia

Marmettola, l'Arpat attacca Henraux ed enti

Luca Cinotti
<b>INQUINAMENTO.</b> La marmettola nel canale Giardino
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INQUINAMENTO. La marmettola nel canale Giardino

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 SERAVEZZA. Il problema è noto. Le soluzioni, pure. Peccato però che nessuno sembra avere troppa voglia di metterle in pratica. Dopo l'allarme lanciato quasi un mese fa dal Comitato usi civici sulla presenza di marmettola nel torrente Giardino, l'Arpat di Lucca mette nero su bianco la sua posizione. E ricostruisce una catena di mancanze che riguarda - da una parte - l'Henraux, azienda che possiede la cava delle Cervaiole e il ravaneto del Giardino. Ma non sono per niente esenti da responnsabilità - sottolinea l'Arpat - gli enti locali, che poco fanno (e hanno fatto) per realizzare gli interventi individuati.  L'Arpat ricorda che il problema dello sversamento dei fanghi del marmo nel canale Giardino risale ormai agli inizi degli anni Ottanta. E che i primi rilievi dell'Arpat risalgono ormai al lontano 1999, con ripetizioni nel 2001, 2002, 2003 e 2007. «In tutte le occasioni - precisa l'agenzia - abbiamo inviato gli esiti agli enti competenti (Parco, Comune di Seravezza, Provincia di Lucca) rimarcando che l'origine del problema era da ricondursi alle attività intorno al ravaneto e segguerendo risoluzioni o mitigazioni, tra le quali anche la sospensione dell'alimentazione del ravaneto stesso».  Tanto è vero che, nell'inchiesta pubblica per le Cervaiole, si chiedeva di integrare lo studio con la mitigazione del dilavamento dei ravaneti che, negli ultimi anni, non sono più stati alimentati. E anche nelle prescrizioni dell'ultima autorizzazione per le Cervaiole (inizio 2010) era previsto la richiesta di presentazione di un piano di gestione delle acque meteoriche. A giugno 2010 il Comune convocò una conferenza di servizi che però - sostiene Arpat - non è ancora conclusa: «Agli atti risulta che l'Henraux ha presentato il piano nel marzo 2010. In merito a tale piano è in corso la valutazione della provincia di Lucca, che si è espressa richiedendo chiarimenti e integrazioni che a oggi nom risultano trasmessi».  E mai sono stati realizzate nemmeno le misure di mitigazione del trasporto di solidi sospesi, che la Henraux aveva presentato e che prevedeva la costruzione di briglie a valle del ravaneto, lungo il canale.  Ma la situazione è ancora più paradossale - se possibile - per quanto riguarda il rpgetto di sportazione del ravaneto, presentato nel 2007, per cui è stata richiesta l'autorizzazione comunale. «Nel marzo del 2008 - ricorda l'Arpat - si è tenuta una conferenza dei servizi presso il Comune di Seravezza che non ha concluso i lavori, aggiornandoli a una successiva riunione, che però non risulta convocata».  In conclusione, spiega l'Agenzia, «L'attività di Arpat sul problema ha ormai descritto e analizzato quanto serve per disporne le soluzioni. Si tratta quindi di concludere positivamente i percorsi autorizzativi avviati nelle diverse sedi istituzionali e dare seguito agli interventi strutturali già individuati. Pertanto, al momento, ulteriori controlli di Arpat risulterebbero superflui e ogni richiesta in tal senso (come quella del comitato usi civici, ndr) significherebbe disconoscere quanto già acquisito sino ad oggi, oltre a rischiare di protrarre ulteriormente i tempi di risoluzione del problema».

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