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Sgombrato il consiglio E sul bilancio si sfiora lo scontro fisico
Stefania Garruto
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VIAREGGIO. Il consiglio comunale chiude le porte ai cittadini. Il presidio di sindacati (Cgil Cisl Uil) e opposizioni, organizzato per manifestare contro gli aumenti di Tia e Irpef, ha avuto un esito inimmaginabile. Sono le 19: di fronte al Municipio si possono già sentire chiaramente gli inviti dei manifestanti agli amministratori: «Tornare a casa» è la parola d'ordine. I sindacati sono uniti e sono tutti presenti, ma i viareggini dove sono? Sicuramente non al Flashmob in Passeggiata organizzato - ma non è nemmeno inziiato - per commemorare la strage del 29 giugno 2009. E sicuramente non in Comune. Dieci minuti dopo il gruppo si sposta all'interno del Municipio, dentro la sala in cui è già riunita al completo la Giunta, pronta per iniziare la seduta che si apre con il dovuto invito del presidente, Paolo Spadaccini, a partecipare domani alla commemorazione della strage di due anni fa. L'atmosfera è già calda e l'opposizione, con la voce di Andrea Palestini è decisa a non perdere tempo, Subito muove la sua prima, decisa, azione: «Non intendiamo discutere in sede di consiglio comunale un Piano finanziario che non rispetta le procedure previste dalla legge». Si parla di costo dello smaltimento dei rifiuti ed in effetti l'incongruenza c'è: il piano tariffario è stato approvato dalla giunta il 21 giugno, ma sulla delibera di quest'ultima c'è scritto che è stato modificato e protocollato il giorno successivo, ossia il 22. «Un errore materiale, una svista, che è solo colpa mia» conferma il pur navigato dirigente dell'ambiente, Franco Allegretti. Basta questa affermazione a scatenare la risposta pronta dell'ex-senatore Miliziade Caprili, oggi capogruppo della Sinistra Arcobaleno: «Non ci sono dubbi, l'inconguenza c'è e ci sono anche formalità da rispettare. Per questo il protocollo va riformulato e non è possibile discuterne adesso». La pausa tra primo e secondo appello sembra alimentare le speranze di sindacati e opposizione: dei cittadini, escluso qualche fedelissimo, ancora non c'è traccia. Il consiglio riprende e Palestini torna all'attacco appellandosi al Regolamento comunale, al punto in cui le questioni pregiudiziali o sospensive poste prima dell'inizio della discussione di merito vanno esaminate e poste in votazione prima di procedere all'esame dell'argomento cui si riferiscono. Senza successo: la proposta dell'opposizione di riformulare il Piano finanziario della Tia in modo corretto e presentarlo in consiglio comunale per la discussione il 30 giugno - data limite per l'approvazione del bilancio - viene respinta con 17 voti contrari e 13 favorevoli. Uno in più dei dodici consiglieri di opposizione. È un attimo ed il pubblico esplode: fischi ed urla: "Vergona!", "Buffoni!". Il presidente del consiglio comunale, Spadaccini, perde il consueto aplomb e - non proprio democraticamente, come lamentano i presenti - chiude le porte del consiglio, praticamente, "buttando tutti fuori", stampa compresa. È a questo punto che la reazione dei cittadini, diventa incontenibile: addirittura c'è chi per sdrammatizzare paragona la giunta a Robin Hood, «solo che invece che rubare ai ricchi per dare ai poveri, quest'amministrazione sta facendo - e fa - il contrario» commenta Osvaldo Baglini. Colpevole il poco tempo a disposizione dei sindacati per organizzarsi ed una certa indifferenza dei cittadini anche a provvedimenti che incidono sulle loro tasche, la protesta non ha inciso in alcun modo sul consiglio. Per dirla con le parole dei pochi che non hanno rinunciato a far valere i proprio diritti, «i viareggini si sveglieranno soltanto quando sarà troppo tardi».
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