Gaia sospende il bando di gara per il socio privato
Luca Cinotti
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STOP. Fermata la gara per vendere il 49% di Gaia 2 MINUTI DI LETTURA
FORTE. L'"onda lunga" dei referendum, alla fine, ha colpito: Gaia ha deciso di sospendere la gara per la privatizzazione del 49% del capitale sociale. Il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse scadeva lunedì prossimo. I motivi della scelta li spiega il presidente di Gaia, Ermindo Tucci: «In realtà noi potevamo anche andare avanti, visto il referendum ha abrogato solo la previsione dell'obbligatorietà di privatizzazione. Ma il problema è che l'altro quesito sull'acqua ha, di fatto, eliminato la possibilità di remunerazione del capitale investito. E in condizioni di questo genere, cosa potevo far vedere nella data room a un eventuale, possibile partner?». PErché di domande ne erano arrivate: cinque o sei. Ma è difficile pensare che un privato si accolli un rischio d'impresa senza vedere la possibilità di un ritorno economico adeguato. Tucci spiega di essere in attesa: «Dobbiamo aspettare una nuova normativa sulla tariffa, per capire come proseguire e se la gara potrà andare avanti». Una nuova normativa che non tenga più conto, nel calcolo di quanto pagato dai cittadini della remunerazione del gestore: la necessità di questo adeguamento, d'altra parte, è ammesso anche dai referendari, visto che oggi come oggi sarebbe quasi impossibile effettuare investimenti sulla rete, se non con soldi esclusivamente pubblici. «Vedremo cosa succederà dopo l'estate - conclude Tucci -. Noi, tuttavia, non abbiamo annullato la gara, limitandoci a sospenderla: questo perché, fra l'altro, non ci sembrava giusto buttare via il lavoro che abbiamo già fatto in questi mesi. Siamo già pronti, infatti, con lo statuto, i patti parasociali e tutti i documenti necessari». La speranza di Tucci è che, prima o poi, questi documenti possano tornare utili. Quella dei cittadini è che le nuove normative non portino a rincari dell'acqua.
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