Il presidio
Unico in Toscana è coordinato dal primario Mario Di Fiorino
Pronto fra sei mesi a Lido il centro per gli anoressici
Marco Pomella
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LIDO. Una struttura per curare e seguire da vicino pazienti anoressici o affetti da gravi forme di bulimia. A questo servirà il centro residenziale per disturbi alimentari che sarà ospitato in una villa privata nella parte monte di viale Colombo, tra via Italica e Le Dune. La struttura comincerà a funzionare entro sei mesi (tempo di ultimare i lavori all'interno). A gestirla (per i prossimi 5 anni) sarà un'associazione temporanea di imprese sotto il controllo e la supervisione di una serie di specialisti (psicologi, psichiatri, nutrizionisti e assistenti sociali) coordinati dal dottor Mario Di Fiorino (nella foto), direttore del reparto Salute Mentale dell'Asl Versilia, e affiancati da un altro pool regionale di specialisti. La villa potrà ospitare fino a 10 pazienti, per un tempo medio (ma dipende dai singoli casi) di circa 6 mesi ciascuno. Servirà non solo a curare i pazienti dal punto di vista clinico-ambulatoriale. Ma, basandosi sul modello di comunità terapeutica, seguirà gli utenti anche in attività ricreative (comunque finalizzate alla guarigione). «Ad esempio - ha sottolineato la dottoressa nutrizionista Camerlinghi - organizzeremo dei corsi di cucina di gruppo, per riavvicinare il paziente ad un corretto approccio con il cibo». Si tratta del primo esperimento del genere in Toscana. «Di questo andiamo fieri - ha detto il direttore generale Giancarlo Sassoli - e allo stesso tempo sentiamo la responsabilità di avere addosso gli occhi del mondo scientifico e accademico». Si tratta di un risultato importante per l'azienda sanitaria versiliese. «Erano circa 10 anni che provavamo a presentare questo progetto - ha aggiunto Sassoli - ed oggi finalmente potremo realizzarlo». La struttura - punto di riferimento per l'intera Regione e uno dei pochi esempi in Italia - è destinata essenzialmente ai casi di anoressia. «Che in Italia - ha detto il dottor Di Fiorino - riguarda circa lo 0.5% della popolazione, e in alcuni casi raggiunge livelli critici, tanto da rappresentare un pericolo: può causare morte cardiaca». I casi di anoressia sono più frequenti ma la struttura è in grado di accogliere anche pazienti affetti da bulimia.
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