A Marina una domenica senza lavarone
Luca Basile
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MARINA. Il lavarone, su spiaggia, non c'è più. Quanto meno non vi è più traccia dei cumuli di materiali, ben 9, accatastati da giorni lungo la battigia nel tratto compreso fra il bagno Stella e l'area a sud del pontile di Tonfano. Spiaggia ripulita dunque: dopo una settimana di polemiche roventi sull'asse Balneari-Comune, con i primi che hanno accusato il palazzo di incapacità nel gestire l'emergenza portando in dote le firme di protesta di 350 turisti e l'ente irritato per il mancato rispetto dell'accordo in tema di raccolta dello stesso lavarone, sembra dunque rasserenarsi il clima fra le parti. Complice, soprattutto, la definitiva ripulitura dell'arenile da ogni residuo di materiale: rimosse le montagnette e sgombrati i resti di lavarone dalla riva grazie soprattutto ad un macchinario, il vaglio, con cui viene separata la sabbia dal materiale vero e proprio, da conferire nell'area di stoccaggio di via Olmi. «Con un risparmio, economico e di tempo, davvero notevole. Bisogna pensare che viste le stime iniziali, oltre 2500 tonnellate di lavarone, era stata ipotizzata una spesa pari a 600 mila euro. Grazie alla vagliatura non supereremo i 30 mila euro con buona pace per le nostre casse e ancora per la comunità», afferma l'assessore Italo Viti. Nella notte fra sabato e domenica, nonostante un forte vento di libeccio, la raccolta del lavarone è andata avanti senza particolari problemi, dopo che il giorno precedente ad andare in tilt era stato il vaglio, riparato nel breve volgere di poche ore. «A darci una grossa mano è stato il vento e le correnti marine che hanno contribuito a portare via una discreta parte del lavarone presente. Aggiungo che balneari e Comune hanno affrontato l'emergenza lavorando insieme e in sinergia».
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