Invalidi. Sconcertati i genitori che devono iscrivere i propri figli alle superiori
Disabili non graditi a scuola
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Invalidi a scuola «Certi istituti sembrano non volere accettare i nostri ragazzi»
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MASSAROSA. Una quarantina tra genitori, insegnanti ed anche alcuni componenti delle associazioni di promozione sociale, culturale ed educativa si sono ritrovati alla scuola Media di Massarosa, per discutere e cercare di trovare una posizione condivisa e costruttiva sulle problematiche relative all'inserimento degli studenti nei percorsi scolastici della scuola secondiaria di secondo grado. Questa riunione di riflessione si è resa necessaria a seguito dell'indicazione, che il papà e la mamma di un ragazzo diversamente abile si sono sentiti rivolgere dal personale di una scuola superiore del nostro territorio, presso la quale avevano richiesto di iscrivere il proprio figlio, anche su orientamento della scuola media di provenienza. Tale "invito" ad iscriverlo in altra scuola, vissuto con delusione, è stato il motivo dell'incontro e del dibattito fra i familiari e gli amici del giovane, che si sono messi in contatto con coloro che recentemente, o anche in passato, hanno iscritto il proprio figlio disabile alla scuola superiore. Scopo della riunione era quello di ricercare spiegazioni, ma anche conforto, rispetto a quanto era accaduto. Da una ricerca è emerso che altre realtà familiari versiliesi abbiano incontrato simili problemi. Altri genitori, infatti hanno ricevuto inviti di rinuncia all'iscrizione del proprio figlio diversamente abile, ad una certa scuola superiore. Alcuni familiari, che hanno vissuto in prima persona queste esperienze e che per riguardo dei propri figli preferiscono rimanere anonimi, anche se hanno firmato una lettera per denunciare questi problemi, evidenziano, che «molti istituti superiori della Versilia non sono impegnati in alcun caso di diversibilità, a differenza di altri che, invece, accogliono senza problemi, mentre altri invitano a rivolgersi altrove». E' per questo, che i genitori si sono voluti incontrare con insegnanti e volontari di associazioni ed hanno concordato sui seguenti punti: la irrinunciabile pari dignità delle persone diversamente abili a scegliere il proprio percorso di studio ed a costruire anche su quello il proprio progetto di vita. Inoltre, l'impegno a trattare tali problematiche con sicura fermezza e senza sconti, ma sempre attraverso la strada del dialogo costruttivo e collaborativo, mai con l'opposizione. Infine, l'impegno a continuare questa discussione con le famiglie, con i cittadini, con gli educatori, con gli organismi scolastici locali e provinciali, e con le istituzioni. «Sono i bambini ad indicarci di scegliere la strada dell'integrazione, con la speranza che nessuna famiglia riceva più lettere di "invito" ad iscrivere il proprio figlio disabile ad una scuola diversa, da quella che è stata scelta». R.L.
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