50mila euro per truccare la partita
Claudio Vecoli
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EX COMPAGNI NELLA CREMONESE. Il portiere del Benevento Paoloni e il difensore del Viareggio MalacarneSospetti su cinque giocatori del Viareggio per la sfida con il Benevento
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VIAREGGIO. Cinquantamila euro da destinare a cinque giocatori del Viareggio per «garantire» che nella partita fra Benevento e Viareggio fossero segnati almeno tre gol in modo da incassare le puntate «ad hoc» giocate sulla gara. Cosa che poi si verificò, visto che l'incontro si chiuse sul 2-2. È l'accusa contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare sullo scandalo del nuovo calcio scommesse esplosa ieri a Cremona. Un'inchiesta che coinvolge molte squadre e un gran numero di calciatori e che ha portato all'arresto di sedici persone. Ma che ha un proprio capitolo tutto dedicato al Viareggio. I fatti. A finire nel mirino della Procura della Repubblica di Cremona è la sfida fra Benevento e Viareggio del 13 febbraio scorso, sesta giornata di ritorno del campionato di Prima divisione. Una sfida che vede di fronte un Benevento in lotta per il secondo posto (la Nocerina ha già 12 punti di vantaggio) e un Viareggio che galleggia appena sopra la zona a rischio dei playout. La partita inizia bene per le zebre, che già al 20' del primo tempo passano in vantaggio con un gol di Cristiani (a difendere la porta dei campani c'era Marco Paoloni, da ieri in carcere e considerato uno dei personaggi di spicco di questa vicenda). Ma prima dell'intervallo, con il Viareggio in dieci per una doppia ammonizione di Martina, il Benevento ha già ribaltato il risultato portandosi sul 2-1 in proprio vantaggio grazie ad una autorete di Pinsoglio e al gol direttamente da calcio d'angolo di Pintori. Alla fine del primo tempo i tre gol che dovevano essere realizzati perché fossero pagate le scommesse di chi aveva puntato sull'«over» (almeno tre gol segnati nel corso dell'incontro) erano già al sicuro. Nel finale di partita, poi, un gol di Massoni ha fissato il risultato sul 2-2 finale. I protagonisti. Per la Procura di Cremona, però, quel risultato è stato condizionato da cinque persone: Massimo Erodiani, titolare di alcuni punti di raccolta di scommesse sportive, considerato uno dei capi dell'organizzazione criminosa; Marco Pirani, odontoiatra di Ancona nonché finanziatore di scommesse; Gianfranco Parlato, collaboratore tecnico ad inizio stagione vicino al Viareggio (ma mai tesserato); Marco Paoloni, portiere del Benevento (e la scorsa stagione della Cremonese); Francesca La Civita, titolare di una serie di agenzie di scommesse a Pescara e Ancona. Le accuse. Per i magistrati che indagano sul caso, Marco Paoloni - in concorso con Massimo Erodiani e Marco Pirani - «avrebbe dovuto garantiere, sia attraverso il proprio apporto personale quale giocatore, sia a seguito di rapporti con giocatori da corrompere (rapporti in particolare con il giocatore Malacarne del Viareggio) e il conseguente pagamento della somma complessiva di 50mila euro a cinque giocatori della squadra del Viareggio, offrivano o promettevano denaro e comunque compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell'incontro di calcio Benevento-Viareggio». Obiettivo dell'organizzazione era quello di «ottenere un risultato finale (over 2,5) che comportasse la segnatura di almeno tre gol, conformemente alle scommesse effettuate». Le intercettazioni. Nelle intercettazioni telefoniche a disposizione degli inquirenti a parlare sono sempre e solo i cinque protagonisti della vicenda. Che riferiscono della trattativa in corso fra Marco Paoloni e Simone Malacarne (i due si conoscevano perché nella stagione precedente erano stati compagni di squadra nella Cremonese) per arrivare a concordare il risultato. Trattativa che avrebbe riguardato anche la cifra da versare ai cinque giocatori «compiacenti» del Viareggio. Inizialmente la somma richiesta era di 50mila euro (10mila euro per ciascuno), ma l'accordo finale si sarebbe poi concretizzato in 40mila euro. C'è da dire però che, fra quelle intercettate, non c'è mai una telefonata fra uno dei protagonisti e lo stesso Malacarne. E il fatto che il giocatore viareggino (a differenza del portiere del Benevento) non sia stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare significa che gli elementi a suo carico non sono così netti e circostanziati. Le conseguenze. Difficile, allo stato di conoscenza degli atti, capire quali potranno essere le conseguenze per giocatori e società coinvolte. Il rischio maggiore - non essendovi dirigenti del Viareggio coinvolti (Gianfranco Parlato non è tesserato dell'Esperia) - riguarda i calciatori per i quali potrebbe scattare una pesante squalifica. Di certo questa brutta storia rischia di pesare sulla squadra allenata da Beppe Scienza in un momento delicatissimo della stagione. I bianconeri, infatti, domenica si giocheranno la salvezza sul campo del Cosenza (all'andata il Viareggio ha vinto per 3-1) e anche se la squadra è già in ritiro da martedì, difficilmente l'eco dell'inchiesta non peserà sull'ambiente. E poco importa se anche il Cosenza è a sua volta coinvolto in questa brutta storia
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