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Il carrista Cinquini: «Schiavi di categorie che non danno mai»
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EX PRESIDENTE DEI CARRISTI. Umberto Cinquini 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Finalmente si gioca a carte scoperte. La mia categoria, quella dei carristi, si è nuovamente buttata in uno dei suoi "letarghi" ciclici probabilmente dovuti a qualche delusione personale, ed io finché si è trattato di ruzze private ho preferito tacere e farmi da parte. Ma credo che questo sia un momento epocale, atteso da tempo e di cui spero si capisca l'importanza». Così Umberto Cinquini, ex presidente dell'associazione dei carristi. «Non so per quale motivo i manovratori silenziosi di fango sono usciti allo scoperto, la loro secolare politica "andreottina" della palude sta venendo meno oppure stanno finendo le risorse accumulate negli anni d'oro dove si guadagnava molto senza fatica», azzarda Cinquini che entra dunque nel dibattito apertosi in questi ultimi giorni per la decisione della Fondazione di fare, nel 2012, sei corsi invernali e, questa estate, due sfilate il 9 luglio e il 14 agosto. Decisione che ha scatenato le ire di molti commercianti della Passeggiata: si tolgono agli incassi troppi festivi, il Carnevale va bene ma nei suoi confini temporali della tradizione (tre domeniche e il martedi). «Per anni la politica locale Viareggina è stata (e lo è ancora) schiava di categorie economiche che tanto hanno preteso senza dare niente in cambio - attacca Cinquini - E faccio esempi: 1) Iniziative di arredo urbano nei periodi festivi (Natale, Carnevale, estate) dove quasi mai si è visto un addobbo degno di un rinomato centro turistico; 2) Mai che fosse stato organizzato un evento per il capodanno all'altezza del nome Viareggio; 3) Considerare la non cordialità mostrata da alcuni nel loro esercizio. Tutto questo senza lesinare critiche all'operato di tutto e tutti, come deus ex machina dell'economia Viareggina». Secondo Cinquini «coltivare il proprio orticello non conviene più a nessuno. Se proprio devo fare una critica la faccio a coloro che prendono decisioni sulla manifestazione "Carnevale" escludendosi a priori dal dibattito. Io, ad esempio, sono per i 6 ma anche 7 corsi pur rimanendo nel periodo canonico delle 4 domeniche, inserendo corsi al sabato sera per acquistare un nuovo target di utenza. Sono favorevolissimo alla sfilata "promozionale" estiva così come è stata proposta perché non danneggia assolutamente il commercio cittadino ma anzi lo incentiva. Ma sarei sopratutto felice di trovare una città che lavora in intelligentemente per il suo sviluppo superando l'arroganza ed i personalismi».
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