Il Tirreno

Versilia

Fermo il cantiere dell'ex hotel Franceschi: la società in liquidazione

<b>VECCHIA GLORIA.</b> L&#146;hotel Franceschi come si presenta oggi in via XX settembre
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VECCHIA GLORIA. L’hotel Franceschi come si presenta oggi in via XX settembre

Nella struttura dovrebbe sorgere un cinque stelle Il Comune si è tutelato con una scrittura dal notaio

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 FORTE. Il cantiere è fermo ormai da tempo, proprio a uno degli ingressi della zona più "nobile" di Forte: la ristrutturazione dell'hotel Franceschi per farne un cinque stelle con piscine e centro benessere sembra essere al palo. Dietro questa situazione c'è la difficoltà di una delle aziende alla quale fa riferimento la proprietà che, proprio poche settimane fa è stata messa in liquidazione.  Lo storico immobile fa parte della galassia riconducibile all'imprenditore pratese Riccardo Fusi. È, infatti, di proprietà della "Imperiale immobiliare", che ha come amministratore unico Monica Manescalchi, segretaria di Fusi. Tutte le quote, però, sono in mano alla "Gr Partners", società milanese di cui l'assemblea dei soci, lo scorso nove maggio ha deciso la messa in liquidazione.  Per quest'ultima società. infatti, l'esercizio del 2010 si era concluso con una perdita assai pesante: 1.391.000 euro, quasi il doppio rispetto all'anno precedente. Abbastanza perché il capitale sociale si riducesse al disotto del minimo di legge, così da richiedere una decisione drastica. Il che - come detto - si è concretizzata nella messa in stato di liquidazione, nominando liquidatore Riccardo Rosi. Quest'ultimo dovrà quindi relizzare gli "attivi" della società e "regolare" i conti con i creditori, a partire dall'apertura di credito di 15 milioni concesso da Unipol banca per l'acquisto delle quote dell'Imperiale. Da vedere se le quote di quest'ultima società (e quindi l'hotel) passeranno di mano, possibilmente anche verso la società fiduciaria che controlla la "Gr Partners": si tratta della Fidicontrol, che ha come presidente Carlo Alberto Steinhauslin, della famiglia che a lungo è stata a capo dell'omonima banca fiorentina.  Comunque sia, la destinazione ad albergo e l'unità della proprietò sembra garantita. Poco al rilascia del permesso di costruire, il Comune ha sottoscritto davanti a un notaio un atto di obbligo edilizio con la proprietà, impegnando quest'ultima a rispettare il progetto e a gestire l'immobile in maniera unitaria. Insomma, un'argine legale al rischio di veder sorgere una Rta.

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