Il Tirreno

Versilia

«Oltre 2 ore di attesa al pronto soccorso col rischio di infarto»

Matteo Tuccini
<b>EMERGENZA.</b> L&#146;ingresso del pronto soccorso del Versilia
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EMERGENZA. L’ingresso del pronto soccorso del Versilia

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 VIAREGGIO. Colpito da una grave crisi cardiaca e con forti difficoltà respiratorie, viene portato subito al pronto soccorso dell'ospedale Versilia. Ma la visita, accusa, arriva dopo 2 ore e mezza. Quella di Narciso Scarfì, dipendente comunale, è l'ennesima firma in calce a una protesta per i servizi del reparto di emergenza-urgenza. «Colpa non dei medici - dice Scarfì nella missiva inviata, oltre che ai giornali, al direttore del pronto soccorso, all'assessorato regionale alla salute e alla presidenza della Regione - ma di chi non li mette nelle migliori condizioni».  Nel mirino, come accade ormai da diversi giorni, le difficoltà di un reparto sottoposto a mille pressioni, e che sconta - secondo sindacati e utenti - lacune di organico. Ancora più preoccupanti in vista dell'estate.  «Ho rischiato la vita». Narciso Scarfì racconta di una giornata in cui - sostiene - ha avuto molta paura. Anche di morire. «Erano le 17,30 - racconta - Mi trovavo in bicicletta al confine tra Viareggio e Lido, all'altezza della fossa dell'Abate, per la precisione dove c'è il semaforo che immette su via Fratti. Avevo appena fatto la salita del ponte e all'improvviso il mio cuore ha cominciato a battere all'impazzata. Mi sono trascinato a fatica per un po', poi ho chiamato il 118».  Scarfì è cardiopatico. «Soffro di tachicardia parossistica sopraventricolare - spiega - il cuore mi ballava a 200 battiti al minuto e quasi non riuscivo a respirare. Dopo aver parlato con la guardia medica l'ambulanza mi ha portato al pronto soccorso in codice giallo (potenziale pericolo di vita, ndr). Qui mi aspettavo una visita veloce, anche perché i medici mi hanno sempre detto che una crisi del genere può provocare un infarto. E invece, con tutti e 3 i medici impegnati in un codice rosso e in tanti gialli, sono entrato alle 20».  «Non lo trovo giusto». Secondo Scarfì «questa situazione deve essere risolta. Non è giusto che si risparmi sulla salute della gente. Al pronto soccorso servono rinforzi».

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