Il Tirreno

Versilia

BOTTA&RISPOSTA

«Ferrovie non parlino più di fatalità»

«Ferrovie non parlino più di fatalità»

1 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. «Non fatalità. Ma rottami che hanno portato in giro bombe che hanno ucciso trentadue persone». Risponde così Daniela Rombi (nella foto) - presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei" e madre di Emanuela Menichetti, morta nella strage di via Ponchielli a soli 21 anni - alle Ferrovie che ieri sono tornate a dire la propria sulla vicenda, parlando di «un drammatico incidente che ha visto incrociarsi fra loro molte sventurate fatalità».  Dalle foto dele prove sull'asse eseguite a Lovere - continua Rombi - «emerge chiaramente che i nostri cari sono morti per un asse arrugginito. Qualcuno dovrà spiegare di chi sono le responsabilità. E se Fs scrivono che "si tenta inutilmente di accreditare a loro una possibile responsabilità - la mia risposta è che continuerò e continueremo, invece, molto utilmente, a cercare verità, giustizia e sicurezza. Perché quello che è accaduto a noi non accada mai più». ALTRO SERVIZIO A PAG.13

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web